Qualche giorno fa mi è venuta un’idea strana: volevo appendere un tappeto alla parete.
Marrone, azzurro, giallo, arancione, rosa: è questo l’accostamento di colori del tappeto a forma di arcobaleno che ho visto online e che volevo acquistare per poterlo appendere al muro, incorniciato.
L’idea è stata miseramente bocciata, ma in me continua ad albergare il pensiero sognante di una specie di arazzo a forma di arcobaleno che spadroneggi sul muro del soggiorno. Che dia il benvenuto a chi arriva e l’arrivederci a chi se ne va. Che ci dia il buongiorno e la buonanotte.
Mi piace l’idea che questa cosa sia possibile: che si possano anche appendere i tappeti alle pareti senza che la cosa desti stupore o sia considerata strana.

Ci avete mai pensato? Rendere possibile l’impossibile. Rendere accettabile l’inaccettabile, mettere il formaggio nella pasta col tonno ad esempio. Io lo faccio.

Qual è stata la volta in cui avete capito quel che consideravate impossibile poteva realizzarsi? E come lo avete capito?
Ho provato a fare questa domanda ad alcuni amici.

Jepis mi ha detto che quando non ha altra scelta che realizzare qualcosa, rende possibile quel che credeva impossibile. Questo gli accade spesso anche quando ha un riferimento a cui ispirarsi, un maestro, qualcuno da copiare e grazie al quale si rende conto che quel che pensava irrealizzabile può essere realizzabile.
Se solo qualche anno fa avessi visto questo blog, non ci avrei creduto. Non avrei creduto di poter costruire da sola un luogo autonomo in cui scrivere. Non avrei mai pensato di poter avere un diario digitale e neanche un computer, a dirla tutta.
Se la me di un po’ di anni fa mi vedesse ora, strabuzzerebbe gli occhi. Ma a volte il pensiero accarezza i meandri del cervello, quel pensiero malvagio che dice “avresti potuto fare meglio di così?”

Serpeggia, aleggia sulle nostre teste e più proviamo a scacciare questa idea, più lei si ripresenta.
La pretesa di far bene sempre, di essere perfetti, di non sgarrare mai, di non commettere errori: è proprio questo che ci frena nel raggiungimento di noi stessi. Ed è ciò che ci frena anche quando crediamo che alcune cose per noi siano irrealizzabili, che determinati obiettivi non li potremo mai raggiungere.

Silva mi ha scritto che per lei rendere possibile l’impossibile sta nel riuscire a conoscere di persona tutte le belle teste che ha conosciuto per ora solo online, sui social per lo più.

Per qualcun altro l’approdo considerato irrealizzabile potrebbe essere trovare la persona giusta con cui condividere il proprio amore. Per altri ancora, l’impossibile è rivedere in salute una persona cara che sta male.

Foto di Q K da Pixabay

Ne abbiamo tanti di obiettivi nella testa. Certi realizzabili, certi altri meno. Ma non credo si debba essere sempre troppo realisti o, peggio, arresi di fronte alla vita. Ci sono state volte in cui sono caduta nel tranello e mi sono fatta travolgere dall’idea di un baratro che non poteva far altro che tirarmi verso di sé, ma sognare invece che qualcosa di inaspettato accada fa bene. E non solo: sembra quasi che immaginare il bello porti al bello, avere fiducia e speranza generi altra fiducia e speranza.

Qualche tempo fa vi ho raccontato la storia di Natale, panettiere e uomo “di fatica” che nella vita ha affrontato varie vicissitudini anche negative.
Quando penso che qualcosa sia inarrivabile, penso alla sua incrollabile fiducia verso il futuro, al suo sorriso sempre presente, alla speranza che ti dà quando ti dice che ti vede bene e che andrà bene ogni cosa.

Non posso dire se ci creda davvero o se lo dica per tirar su il morale di chi ha accanto, ma nel tempo mi sono convinta che lui pensi davvero sinceramente che la speranza porti altra speranza, e che quella poi generi buoni risultati, eventi positivi.

Vi farò sapere se riuscirò ad appendere quel tappeto alla parete.

Ma se non ci riuscirò, non voglio smettere di pensare che anche ciò che gli altri reputano inutile, impossibile, ridicolo in realtà sia realizzabile, bello, auspicabile. In una parola: possibile.

Laura Ressa

Licenza Creative Commons
frasivolanti di frasivolanti.wordpress.com/ è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Copertina: Photo by Cory Woodward on Unsplash

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Crea Racconta Ricrea