cornetto croissant

La senti provenire da lontano l’eco del venerdì. La senti avvicinarsi fin dal lunedì.
Per me il venerdì è l’attesa che arriva al termine, il giorno che si insinua morbido tra le pieghe di un croissant, tra i desideri di una colazione più ricca da consumare sabato e domenica.
E proprio nei croissant ho scoperto una metafora interessante.
Puoi impiegare minuti a scegliere quello che ti sembra più genuino ma gustoso, quello dietetico ma con lo strutto che cola, quello che ti darà più soddisfazione al primo morso e che sembri profumato e ripieno.
Poi, nella varietà di quelli che vedi nel bancone del bar, può capitare di sceglierne uno bello gonfio, con sopra i granelli di zucchero, poggiato spavaldamente sulla prima fila mentre sgomita per spaparanzarsi su quelli più piccoli e mostrarsi agli acquirenti.
Lo mordi > È VUOTO > ne vuoi un altro ancora, ma stavolta ripieno.

Venerdì è il giorno che lascia entrare il possibile, il giorno in cui pregustare evasioni dal sapore dolce, preludio di felicità, suono della campanella a fine giornata, fischio di fine partita che decreta la vittoria, incipit del libro preferito, prime note di una canzone del cuore.

Non sapendo quali altre parole usare per esprimere il mio sentimento verso il venerdì, inteso da me come giorno che anticipa il riposo, ho fatto un disegno (quello qui sotto) e poi ho chiesto ad alcuni amici di raccontarmi cosa rappresenti per loro il venerdì e quali emozioni susciti.

il mio disegno realizzato su tavoletta grafica digitale

Ecco le risposte che mi hanno dato.

Tiziano Arrigoni:
La primissima cosa che mi viene in mente senza rifletterci? Una cosa che diceva mia nonna, “né di venere (venerdì) né di marte (martedì) né si arriva né si parte né si mette mano all’arte”.

Enrica:
Nel corso degli anni ho detestato e amato il venerdì: quando ero più piccola avevo quella giornata piena di impegni, mentre adesso segna l’inizio del weekend con la fine delle lezioni universitarie.

Silva Giromini:
Per me il venerdì è la fine della settimana di lavoro, per l’orario che ho è pure giornata corta, si conclude alle 13, così il pomeriggio lo posso dedicare ad altro. Fino a qualche tempo fa era innanzitutto la spesa della settimana, mo neanche quella faccio più. Così faccio altro: leggo, scrivo, preparo la lezione di catechismo del sabato mattina. Esco per necessità: i miei acquisti sono diretti in farmacia. Insomma, una vita che è molto cambiata rispetto al passato ma che voglio tornare a riprendermi per me. Un po’ di sano egoismo che non fa male.

Anna Ressa:
Il venerdì mi ricorda le uscite serali dei tempi dell’università o subito dopo la laurea. Quando si andava a ballare, a sentire musica dal vivo o si organizzavano feste improbabili (anni ’20, anni ’80) a casa di qualche amica. Bei tempi!

E in te quali sentimenti e ricordi porta alla mente il venerdì? Raccontamelo qui sotto, se ti va.

Laura Ressa

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Copertina: Photo by Kaley Dykstra on Unsplash

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Bottega