Narratrice artigiana

Mi piace definirmi Narratrice Artigiana.
Ho cominciato a scrivere i miei primi racconti in formato ricette alle scuole elementari.
“Latte duro duro fatto a forma”, reinterpretazione del formaggio, è stata la punta di diamante della mia produzione letteraria in quegli anni.
Poi fu la volta di “La gatta di pessimo gusto”, breve racconto a tratti noir la cui protagonista era, appunto, una gatta di pessimo gusto.
La svolta arrivò con la ricetta dell’olio. E la mia produzione letterario-culinaria non si fermò di certo lì, a quell’intruglio di acqua di rubinetto e cipolla sciolta.
Insieme a un compagno di scuola, il cui cognome casualmente era Insalata, mi divertivo a scrivere altre ricette simili (e un po’ orride) su piccoli fogli strappati dal diario scolastico.

olio
la mia ricetta dell’olio

Mi chiamo Laura, sono nata in primavera, indosso calzini fucsia. A chi ama l’inverno ribatto dicendo: so cosa state pensando, non storcete il naso per la precisazione sulla primavera. Dovrete ammettere che più ore di sole fanno diminuire il numero di suicidi, andate a leggervi qualche statistica sui paesi scandinavi.

Sono una collezionista mancata di bottiglie di birra, accumulatrice di dépliants, vecchi quaderni, libri non ancora letti e scatole di latta.
Divoratrice: non abbandono mai nel piatto né i bordi della pizza né la mollica del pane, né la testa delle scamorze o delle burrate. Come si dice dalle mie parti “si fa prima a farmi un vestito che a darmi da mangiare” ma anche questa frase non sempre è veritiera e ormai suona un po’ come “sono solare”.
Mi piace sbagliare, mi piace imparare, mi piace provare.
Non so andare in bicicletta. Non so nuotare.
Mi piacciono i calzini sgargianti, ma pure quelli bucati sull’alluce.
Ah, una volta cantavo in un coro polifonico. Poi sono scappata perché mi ero scocciata di cantare il Requiem, ma questo a pochi l’ho confessato.

Facile individuarmi. A scuola ero quella con le matite sempre stemperate, le squadre spuntate, ma con i quaderni ordinatissimi e i libri nello zaino sistemati in modo maniacale per colore e grandezza.
Facile riconoscermi. Sono quella a cui gli amici e i familiari hanno sempre detto “dai scrivilo tu il biglietto di auguri, ché hai sempre la frase pronta e la grafia precisa”.
Facile vedermi. Per anni sono stata quella che in occasione delle lauree degli amici preparava i cartelloni con le loro foto e montava i video celebrativi manco dovessero partecipare come opere in concorso al Festival del cinema di Venezia.
Sono stata però anche quella delusa quando poi non ricevevo né cartelloni né video, ma questa è una storia triste di cui vi risparmio i dettagli.

Sono quella a cui la mamma ha sempre detto “eh io te l’avevo detto che quella persona mi puzzava”.

io durante una vacanza fra i trulli

Mi piace scrivere: è come quella passione malsana per le scatoline di latta colorate in cui si conservano biscotti, bottoni, aghi e filo.

In questa scatola digitale vorrei incontrare altri lettori per riflettere, imparare e praticare la scrittura in ogni momento.
This must be my place!


A ognuno di noi è dato scegliere come coccolare il proprio ego. C’è chi posta la propria vita sui social network, chi pubblica libri, chi compone musica.
Io lo faccio scrivendo e lo trovo terapeutico, divertente, difficile.
Un esercizio di espressione, editing e autocensura. A volte mi rileggo e mi vergogno, altre volte mi rileggo e mi compiaccio. Ma il giorno dopo mi vergogno lo stesso.
Certo andava bene pure il diario con il lucchetto, come per le vacanze andava bene pure la proiezione delle diapositive sul muro di casa.
Ma tant’è: a ognuno è dato scegliere come coccolare il proprio ego. E questo, per me, è il modo più bello.

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Photo by Kim Gorga on Unsplash

Sono una psicologa mancata (per mia scelta, come dicono certi single), ho studiato all’Università degli studi di Bari e ho conseguito nel 2008 la laurea triennale in “Scienze e Tecniche Psicologiche” e poi nel 2011 la laurea magistrale in “Psicologia dell’Organizzazione e della Comunicazione”.
Credo di poter vincere un premio per la quantità di tirocini che ho svolto; ho anche un’esperienza di alcuni anni in selezione del personale.

Dal 2015 lavoro nell’ufficio Marketing e Comunicazione di un’azienda internazionale che sviluppa e commercializza software per medie imprese. In azienda creo e traduco testi e contenuti per il sito web e i social media. Curo campagne di e-mail marketing e collaboro alla realizzazione di eventi.
Una delle componenti più belle del mio lavoro è la ricerca delle parole giuste per comunicare con clienti e prospect.

Nel 2020 m’è partita la brocca della formazione post-lauream, appena 9 anni dopo la mia laurea magistrale.
Mi sono iscritta quindi all’Executive Master in “Marketing and Sales” della Rome Business School e ho partecipato a vari corsi sui temi marketing, scrittura (e non solo) organizzati da: Scuola Holden, SDA Bocconi, Pigrecoemme, La Content.
Per imparare e approfondire l’argomento Copywriting per l’advertising nel 2021 mi sono iscritta al corso Copy42 ADV di Pennamontata.

Niente male per una piccola fiammiferaia. E ci sono anche altri progetti formativi a cui sto pensando per il futuro.

Sono socia di Architecta Società Italiana di Architettura dell’Informazione e dell’Associazione Italiana Copywriter.

Faccio parte della Piccola Scuola Jepis Bottega, ideata da Giuseppe Jepis Rivello, un gruppo di persone nato per costruire esperimenti di narrazione.

Ho raccontato la mia storia sul blog #lavorobenfatto di Vincenzo Moretti.

Ho aderito al progetto Scritte acquistando le scarpe del #lavorobenfatto e raccontando perché ho scelto di portare questa storia nei miei passi: CADI, IMPARA, RIPARTI

Collaboro anche con il sito IlMeglioDiTutto.

Scrivo in italiano e non mi piace usare i puntini di sospensione. I puntini li metto solo sulle i.

Ho sempre voluto scrivere, ma uno dei miei grandi sogni era anche quello di diventare una stand-up comedian. Con me però ha sempre avuto la meglio la paura, che ostacolava molti dei miei passi e superava qualsiasi cosa volessi provare a fare. Come quando mi venne in mente di iscrivermi a una scuola di cinema aperta in un quartiere non facile della mia città. Alla fine l’idea non andò in porto.
Nel mio curriculum la paura ha e ha avuto un ruolo da protagonista, non riesco a pensare a una paura che io non abbia sperimentato. Mi sembra di averle vissute proprio tutte.
Ma non di sola paura si vive, e quindi anche alla voce entusiasmo mi sono sempre difesa bene. Se da un lato ho avuto paura di tutto, dall’altro ho sempre pensato che un giorno tutto ciò che vedevo come un limite invalicabile sarebbe stato raggiungibile e alla mia portata. Un giorno… lontano, come cantava Daniele Silvestri.

A proposito di entusiasmo, qualche anno fa convinsi le mie amiche Eufemia e Orsola a noleggiare delle biciclette durante una nostra gita fuori porta. Io in bici non ci sono mai andata, ma quel giorno ero convinta che mi sarebbero bastati al massimo 15 minuti per imparare a pedalare. Dovemmo restituire le biciclette al noleggiatore in meno di mezz’ora perché non riuscii nemmeno a salire sul sellino.
Ma, ecco, la cosa che mi rimane impressa di quel giorno non è tanto il mio fallimento quanto la convinzione con cui ero partita. La convinzione che ce l’avrei fatta. E delle mie amiche resta il fatto che non mi abbiano mai giudicata.

Questo qui è un altro pezzo della mia storia. Il testo è mio, la voce è quella di Michele Dalai.

Cosa troverai qui dentro?
Troverai blog post riguardanti il lavoro, i social network, la comunicazione e la narrazione, approfondimenti e interviste. Troverai gli esperimenti di narrazione che ho realizzato nella Piccola Scuola Jepis Bottega e i miei contributi per la Notte del lavoro narrato.

I siti da cui attingo la maggior parte delle foto che utilizzo sono UnsplashPixabay.
Le grafiche personalizzate le realizzo con Canva.

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Photo by Tim Mossholder on Unsplash


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Ci sono anche i miei articoli su Medium.

La mia voce (e il mio podcast) è sul canale Spotify.

Puoi leggermi pure su lavorobenfatto.org e nel libro di Tiziano Arrigoni “La dinamite nella valigia. Viaggio nell’Italia di Luciano Bianciardi”, al quale ho partecipato con un breve testo.

Per finire, ecco un po’ di testi dal mio passato:

L’ANIMA ROCK SULLE ORME DI POE

INTERPOL – Melodie sinistre e ipnotizzanti per una band in bilico tra presente e passato

THE RADIO DEPT. – CLINGING TO A SCHEME – Suoni raschiati e atmosfere oniriche per una band sempre controcorrente

KINGS OF CONVENIENCE – DECLARATION OF DEPENDENCE – Nuove produzioni sull’onda della tradizione folk

WEEZER – HURLEY – L’ottavo album della band

Durante il liceo scrivevo anche per il giornalino della scuola Skakki Nostri ma i testi non si trovano più online.

 

vi saluto con uno dei miei primi tentativi di selfie


…e con un altro tentativo in cui avevo capito il potere degli specchi

 

Laura Ressa

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Copertina: io in una vacanza fra i trulli

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