Il protagonista di questo primo guest post è il libro “Come parlare sporco e influenzare la gente”, scritto dal comico Lenny Bruce e raccontato qui da Anna Ressa, mia sorella, divoratrice di libri e appassionata di cinema e serie TV. Per questa ricerca autoriale Anna ha compiuto un viaggio tortuoso partendo dalla scoperta del personaggio di Lenny Bruce ritratto nella serie televisiva The Marvelous Mrs. Maisel e approdando alla sua storia e al suo romanzo autobiografico.
Un viaggio inaspettato tra le pagine di un libro cercato a lungo e quasi introvabile tra gli scaffali di librerie locali.
Questo guest post su Frasivolanti ha per me un’impronta familiare ma un linguaggio universale perché parla a tutti noi del coraggio che c’è nelle parole, del mestiere (a volte ai margini) di comico tra gli anni ’50 e ’60, della libertà di parola. La storia di Lenny Bruce può ispirarci e indurci ad approfondire un artista molto discusso per scoprire quello che ancora ha da dirci.


Trovare questo libro è stato più difficile di quanto potessi aspettarmi.

Ho scelto di comprarlo in una libreria della mia città: ho confermato l’ordine ai primi di maggio con rassicurazione che il libro sarebbe stato disponibile a breve, ma ai primi di luglio ancora nulla.
Ho disdetto l’ordine e sono andata in un’altra libreria sperando in più celerità. Qui, dopo un controllo alle giacenze, mi dicono che il libro è disponibile!
“Attenda qui, vado a prenderlo”, la libraria si dirige alla sezione biografie ma niente. Poi cerca in teatro, controcultura, cinema, America… Lenny Bruce è stato espressione di tutto questo.
Passano 10 minuti ma il libro non vuol saltar fuori: “Mi spiace, sarà stato spostato e chissà dov’è finito”.
Fine del mio entusiasmo e conferma di un nuovo ordine.
Libro finalmente ritirato 10 giorni dopo.

Ho scoperto Lenny Bruce solo qualche mese fa, grazie alla serie “The Marvelous Mrs. Maisel”: un piccolo e imperdibile gioiello di sceneggiatura, costumi, scenografie e musiche ambientato alla fine degli anni ’50.
Lenny è tra i comprimari della storia: un affermato stand up comedian sempre con una sigaretta tra le dita e spesso alle prese con la polizia. Ha sempre un’aria stazzonata e una battuta drammaticamente divertente, ancora oggi, per il pubblico.

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Lenny Bruce

Poco dopo ho ritrovato Lenny Bruce in un’altra serie sulla stand-up comedy: “I’m dying up here”, più introspettiva come si intuisce dal titolo, ambientata negli anni ’70, anche qui ottime scenografie, costumi e musiche.
All’epoca del racconto Lenny è morto da un po’ ed è la leggenda dei giovani artisti che sognano di diventare come lui: di salire sul palco e far ridere e pensare e sconvolgere e indignare il pubblico, tutto con lo stesso monologo.

Questi primi due incontri con Lenny Bruce sono stati del tutto casuali ma così ravvicinati che la curiosità ha preso il sopravvento.

Quindi ho visto il film biografico “Lenny” del 1974 in cui Bruce è interpretato da Dustin Hoffman per la regia di Bob Fosse.
Nel frattempo ho cercato anche il suo libro, la cui prima pubblicazione avvenne a puntate su Playboy nel 1965. Il titolo mi ha conquistata… e il resto l’ho raccontato all’inizio.

Durante la sua carriera Lenny Bruce fu arrestato più di 20 volte, in varie città degli Stati Uniti, e fu pure diffidato dal tornare in Inghilterra dove era stato per una piccola tournée.
I reati contestati erano, alternativamente, oscenità (per la sua satira su religione, attualità politica, patriottismo, razzismo, sesso) oppure possesso di stupefacenti (accusa facile visto che seguiva cure mediche a base di iniezioni di metedrina).
In molti casi, dopo gli arresti, la pubblica accusa non fu nemmeno in grado di produrre le prove a carico. Ma ormai era nel mirino di persone potenti, quindi anche della polizia, e le beghe giudiziarie gli causarono ovvi problemi economici.
È stato citato in libri, film, opere teatrali, canzoni, documentari, tesi di laurea, copertine di dischi ed ha rappresentato un caso emblematico per la libertà di parola negli USA.

Circa 80 personalità (tra cui Woody Allen, Bob Dylan, Arthur Miller, Gore Vidal) in quegli anni sottoscrissero una petizione di protesta contro i reiterati arresti.
Medici, giornalisti, spettatori, perfino religiosi testimoniarono in suo favore nei tribunali.
Uno di loro scrisse “Lenny Bruce subisce, mediante le accuse […] la reazione, ingiusta e irrazionale, di quanti non sopportano le sue critiche senza mezzi termini a una società intrisa di ipocrisia e inganni. Se un tale dissenso viene soffocato con misure di polizia, la libertà di parola riceve un durissimo colpo.”

Oggi una situazione del genere ci indigna e ci sembra storia vecchia e superata. Oggi la libertà di parola è un diritto acquisito in molti paesi (ma non in tutti) anche se troppi credono consista nel poter dire qualunque cosa prescindendo, ad esempio, da pensiero critico, scienza, rispetto per gli altri.

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copertina del libro di Lenny Bruce (foto scattata da Anna Ressa)

“Una costante irritazione abrasiva produce la perla: questa è una malattia dell’ostrica. Similmente – secondo Gustave Flaubert – l’artista è una malattia della società. Alla stessa stregua, Lenny Bruce è una malattia dell’America. La sua vis comica è la prova che c’è qualche disfunzione nell’organismo politico. È l’attrito tra ignoranza e sapere, tra maggioranza e minoranze, tra prezzo e valore, tra ipocrisia e sincerità.”*

Lenny Bruce è morto nel 1966 a 40 anni “a causa di un’overdose o di morfina o di persecuzione, a seconda del vostro punto di vista”*.
Un elogio funebre in suo onore terminava con le parole: “MORTO. A quarant’anni. Questo sì che è osceno.”
Una delle sue battute più famose è “La satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i censori, ti permetteranno di farci satira.”
Ecco, direi che lui non ha voluto aspettare abbastanza.

La sua condanna per oscenità del 1964 fu seguita da una grazia postuma, la prima nella storia dello stato di New York, nel 2003 grazie ad una petizione firmata tra gli altri da Robin Williams.

📚 *da “Come parlare sporco e influenzare la gente”

 


Qui sotto una scena tratta dal film “Lenny” di Bob Fosse, in cui Lenny Bruce interpretato da Dustin Hoffman spiega come secondo lui si possono combattere gli atteggiamenti razzisti. Link: https://youtu.be/3TDoTirPMZ0

 

Qui alcune scene tratte dalla serie TV The Marvelous Mrs. Maisel in cui compare il personaggio di Lenny Bruce interpretato da Luke Kirby. Link: https://youtu.be/ImVZLsJ4lIY

 

Infine il vero Lenny: https://youtu.be/FAdyIte6vLg

 

 

Anna Ressa

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Il testo è stato pubblicato da Anna Ressa anche sul suo profilo personale Facebook


Copertina: Lenny Bruce

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Crea Racconta Ricrea