
Cosa resta oggi del pensiero di Franco Basaglia? Quali sono le implicazioni della legge 180? Cosa si deve ancora fare per raggiungere gli obiettivi a cui quella legge aspirava?
Avvicinarsi al tema della salute mentale e del disagio psichico vuol dire anche fare i conti con la legge, con i riflessi e con le conseguenze che nel tempo hanno ruotato attorno a questi argomenti cambiando la percezione pubblica e l’innesto nel tessuto sociale.
Ce ne ha parlato Daniele Piccione il 3 giugno 2024 alle ore 18.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
“Daniele Piccione è Consigliere parlamentare del Senato della Repubblica. Fin dalla tesi si è occupato dei problemi costituzionali della Legge “Basaglia”. Ha scritto molto sulla Legge 180 e sullo psichiatra veneziano. Tra i suoi libri si segnala: Il pensiero lungo. Franco Basaglia e la Costituzione.” (Fonte: https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/Basaglia/3_Francione7.html )
Abbiamo cercato di condensare un argomento vastissimo in un tempo che è sempre troppo breve, ma la consapevolezza parte sempre da tutte le opportunità di confronto, dalle occasioni per capire insieme di cosa parliamo quando parliamo di salute mentale e di legge 180.
Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
Ricordare Franco Basaglia non è solo un compito da assolvere quest’anno, in occasione del centenario della sua nascita, per riempire di parole convegni, eventi e tavole rotonde. Parlare della legge 180 e del pensiero di Basaglia è certamente anche un atto politico e la politica, come ben sappiamo, ha molto a che fare con la salute delle persone perché riguarda i servizi legati alla tutela della salute stessa.
Abbattere i muri è necessario sempre, di sicuro è necessario ancora oggi, in un percorso continuo che in realtà non ha mai fine e che non potrà mai vedere attuata la soluzione definitiva, semplicemente perché le comunità cambiano, la società muta nel tempo e con essa mutano anche le sue esigenze.
Grazie a Daniele Piccione per aver sottolineato aspetti cruciali che non riguardano solo il diritto ma anche l’approccio di tutti noi al tema del disagio mentale. In questa intervista ha lanciato moltissimi input di cui dovremmo fare tesoro come cittadini. Certamente una grossa parte del lavoro spetta alle istituzioni, ma le istituzioni siamo noi perché siamo ancora noi a scegliere chi ci governa ed è per questo che dovremmo imparare ad avere più a cuore i temi sociali, la salute, il diritto all’assistenza, il diritto allo studio e tutti quegli elementi fondamentali alla nostra crescita come membri di una comunità basata sul mutuo aiuto e sul reciproco supporto.
Colgo l’occasione per citare un passaggio di una recente intervista in cui Daniele Piccione dichiara:
“Basaglia aveva uno sguardo penetrante rispetto al mondo che lo circondava. Una delle abilità del suo operato risiedeva nel far emergere le contraddizioni.
Ho la convinzione che Basaglia fosse il più chiaro e visionario tra gli umanisti della sua epoca. La sua visione, inoltre, scavalcava il suo tempo. L’esempio è dato dalla stessa natura del manicomio e da come lo psichiatra veneziano vi si è relazionato. I sette anni a Gorizia servono ad abbattere i muri interni del manicomio, successivamente Basaglia immette una contraddizione all’interno del manicomio stesso aprendolo all’esterno. S’avvia così il processo di de-istituzionalizzazione. Basaglia è già un pioniere in Italia, fatto questo passa già oltre. La Legge a cui ha lavorato viene approvata. Mentre l’ultimo Basaglia, quello che lavora a Roma chiamato a coordinare l’attività territoriale dei presìdi di salute mentale della Regione Lazio ed è quindi fuori del manicomio, guarda già al rapporto tra salute pubblica e privato sociale non destinato al profitto. Le sue idee sono già proiettate nel futuro. «Pensiero lungo», dunque, perché si dispone nell’avvenire a nuove sfide. Le Costituzioni servono a guardare lontano, sono sempre dinamiche. Calamandrei diceva: «La Costituzione deve essere presbite, deve vedere in lontananza, non essere miope».”
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista
