
“Un insegnante, un cooperatore che si diverte tanto nel condividere la propria vita con tanti altri cooperatori e insegnanti. Imparando tanto da tutti”. Queste sono le parole scelte da Peppe Pagano per descriversi.
Lui e Celeste Romero (Presidente di Asociación Civil Acción Colectiva, associazione attiva nel campo della salute mentale comunitaria in Argentina) sono stati i protagonisti dell’intervista del 24 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
Sono stata molto felice di aver potuto intervistarli insieme!
Celeste peraltro è stata ospite di Frasivolanti anche lo scorso luglio: https://lauraressa.com/2025/07/18/accion-colectiva-salute-mentale-argentina-intervista-celeste-romero/
Da dove nasce tutto?
Qualche tempo fa rimasi letteralmente folgorata dall’ascolto della puntata del 22 marzo 2025 de “Il podcast delle fragole” di Radio 32 con ospiti Pasquale Corvino e Peppe Pagano. L’intervista si può recuperare a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=sJL9O02IrZY
Oltre al racconto di ciò che hanno costruito a Casal di Principe con “Nuova Cucina Organizzata” (N.C.O.) e con la Cooperativa Sociale Agropoli Onlus, ogni istante della loro testimonianza apre altre mille prospettive nella mente. Accade sempre più raramente di ascoltare persone che dicano certe cose, ma quando accade tutto diventa di nuovo possibile e si riaccende la speranza che ci sia ancora qualcosa da salvare in questo nostro mondo alla deriva in balìa dell’assuefazione.
La lucidità e l’onestà intellettuale con cui Peppe e Pasquale parlano di mafia, legalità, istituzioni e di come anche il potere politico e lo Stato spesso prestino il fianco alla criminalità e ne siano spesso promotori e fautori, mi restituisce l’idea che esiste ancora qualcuno in grado di guardare in faccia la realtà. E non si tratta solo della capacità di guardarla quella realtà, ciò che oggi fa la differenza sta tutta nella volontà di esprimersi apertamente, di dire quel che tanti hanno paura di dire per codardia, interesse, ignoranza, o per mantenere quei pochi privilegi che hanno cercato di arraffare.
Il vero privilegio è scegliere di usare la propria voce: oggi è questa l’unica scelta di cui poter andare fieri!
In uno spezzone dell’intervista viene precisato quanto possa rivelarsi deleteria l’idea di lavoro come attività nobilitante o inclusiva a prescindere. E ciò vale per tutti e ancor di più per persone con difficoltà, spesso escluse dalla società.
Non deve essere il lavoro l’unica chiave di lettura del proprio inserimento nel tessuto sociale perché in alcuni casi il lavoro può divenire invece fonte primaria di stress e insoddisfazione, livellando la vita ai meri concetti di ruolo, performance e produttività fine a se stessa. Ci serve invece costruire un paradigma diverso, nel quale il lavoro torni ad avere senso e utilità, torni a farci collaborare per creare possibilità.
Osservando e imparando dalle esperienze degli altri, possiamo permettere a noi stessi di mettere in pratica anche ciò a cui mai avremmo pensato.
Partiremo proprio da questo presupposto e dall’imperativo “Coltivare bellezza”, che dà il nome alla rete internazionale di scambio e conoscenza di pratiche di inclusione sociale nata per sviluppare un pensiero condiviso tra i territori coinvolti. Lo scopo della rete è replicare esperienze e forme di organizzazione e di inclusione oltre che di intrapresa sociale.
Link di approfondimento:
https://radio32.net/coltivare-bellezza-verso-una-rete-internazionale-per-linclusione-podcast-e-video-del-convegno/
https://www.lacamorra.it/2018/11/07/quando-il-bene-vince-sul-male-anche-a-casal-di-principe-la-storia-di-nco-nuova-cucina-organizzata-e-delle-cooperative-sociali-ad-essa-legate/
https://www.youtube.com/watch?v=-ryzw5H9_PI
https://www.radiopopolare.it/dal-boss-sandokan-alla-cucina-della-legalita/

Peppe Pagano e Celeste Romero hanno fatto della cooperazione e della comunità una scelta di vita.
Peppe, insegnante e cooperatore, è tra i fondatori delle esperienze di Nuova Cucina Organizzata e della Cooperativa Sociale Agropoli Onlus a Casal di Principe: realtà che hanno trasformato luoghi segnati dalla violenza della camorra in spazi di legalità, inclusione e futuro.
Celeste, presidente di Acción Colectiva in Argentina, porta avanti un lavoro straordinario nel campo della salute mentale comunitaria, dove la fragilità non è esclusione, ma possibilità di costruire relazioni e nuove forme di cittadinanza.
Insieme sono tra i promotori della rete internazionale “Coltivare bellezza”, che nasce per mettere in dialogo esperienze di cooperazione e inclusione sociale tra diversi territori del mondo.
In questa intervista hanno raccontato le loro storie, le radici del loro impegno, e ci hanno fatto ispirare ad una visione che mette al centro la dignità delle persone, la forza delle relazioni e il coraggio di guardare in faccia la realtà senza rinunciare alla speranza.
Per chi crede che il vero privilegio, oggi, sia scegliere di usare la propria voce.
Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista a Peppe Pagano e Celeste Romero; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
Mi ha fatto commuovere Peppe Pagano quando, durante l’intervista, ha rievocato le parole della sua mamma che gli suggeriva che nella vita non bisogna aspettarsi il “grazie” di qualcuno ma piuttosto agire per fare ciò che ci fa star bene a prescindere dal riconoscimento che riceviamo.
Ecco, io penso che sia precisamente questo il senso delle nostre vite. Chi riesce a portare davvero dentro di sé questa consapevolezza, questo istinto al far bene perché ci fa star bene, ha cominciato a comprendere il vero scopo della propria esistenza. Non siamo chiamati al raggiungimento di grandi conquiste, di alte vette, di immense lodi: siamo passanti che mettono un piccolo tassello accanto a miliardi di altri piccoli tasselli e possiamo anche divertirci mentre lo facciamo. “Divertimento” è un’altra parola usata da Peppe che mi ha dato da pensare: la sua esperienza di vita a Casal di Principe (dove tuttora vive) avrebbe potuto portarlo presto ad arrendersi, a guardare solo gli aspetti negativi del suo territorio, a rifugiarsi in scelte differenti. Invece ha deciso di prendere le strade meno intuitive, ha scelto di percorrere la via del sano divertimento, di quel divertimento che ti fa coltivare piccoli angoli di insignificante umana bellezza che però ci ricordano che nulla è perduto finché non decidiamo che lo sia e che la bellezza non è affatto insignificante.
“Coltivare bellezza” è il nome di una rete internazionale che si pone il nobile obiettivo di fare qualcosa di bello per le persone, per i territori, per le comunità, prendendo esempio da chi ci ha già provato altrove.
Coltivare bellezza vuol dire credere che sia possibile progettare per star bene e per far star bene, per fornire supporto a chi ne ha più bisogno e viene spesso dimenticato, per innescare prassi replicabili, per intercettare la possibilità anche dove si pensa sia troppo difficile trovarla e farla crescere.
Celeste Romero, insieme a Peppe Pagano e a molte altre persone, persegue con gioia questo obiettivo. Lo fa con una grazia e un sorriso che disarmano perché sono il segno di una genuina voglia di esserci, di sostenere le persone, di creare, di coinvolgere le istituzioni affinché sappiano rispondere ai bisogni veri di chi soffre.
Come ricordava Celeste durante l’intervista, spesso le istituzioni pensano che basti solo stanziare alcuni fondi in denaro per progetti a termine o per le attività a sostegno delle associazioni. Quello che la rete “Coltivare bellezza” chiede è invece una visione a più ampio raggio e a lungo termine, una visione che si prenda carico delle persone nella loro interezza e nella loro dignità umana, una visione che non ragioni sul breve periodo o sul consenso politico di una stagione elettorale. Una visione insomma che non si può snocciolare o concludere in pochi slogan e gettoni da spendere nel qui ed ora, ma che sappia cogliere le esigenze quotidiane e la prospettiva del futuro, che si faccia realmente carico non solo della sussistenza ma anche del diritto delle persone a vivere una vita serena, appagante, un’esistenza che sia espressione finalmente di quel senso profondo che tutti dovremmo avere l’occasione di raggiungere finché siamo ancora in tempo.
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista
