
Celeste Romero è Presidente di Asociación Civil Acción Colectiva, associazione attiva nel campo della salute mentale comunitaria in Argentina che promuove inclusione, diritti e reti di cura.
Celeste è stata protagonista dell’intervista del 16 luglio 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
Sono molto felice di aver potuto raccogliere la sua storia e la sua testimonianza.
Celeste ha partecipato come relatrice a congressi nazionali (XVI/XVII Congreso Argentino de Salud Mental), dove ha portato il contributo del collegamento tra strutture sanitarie e giuridiche rispetto alla legge nazionale 26657, concentrandosi su temi come il “rischio certo e imminente”.
È intervenuta nel dibattito legislativo (Plenario de Comisiones sulla “Ley Ómnibus”), denunciando la persistenza di oltre 40 ospedali monovalenti e la violazione dei diritti umani nelle pratiche vigenti.
Esperta nella salute mentale comunitaria, ha coordinato iniziative e giornate di confronto promuovendo nuovi modelli di intervento sul territorio.
Uno dei progetti di punta di Acciòn Colectiva è “Lo de Franco”, la prima “tienda social” a Buenos Aires: una bottega dove persone con difficoltà di salute mentale possono cimentarsi in attività produttive e trovare un senso di inclusione, liberandosi dalle pressioni del mercato convenzionale.
Un approccio distintivo, quello dell’associazione, che si esplica in vari modi:
1. Credono nel coinvolgimento delle persone in attività concrete
2. Puntano sull’applicazione attiva della legge di salute mentale (26657), denunciando modelli restrittivi (ospedalizzazione involontaria, comunità chiuse)
3. Promuovono collaborazioni tra sanità, giustizia, cultura, lavoro, e università
4. Supportano le persone anche nella gestione della vita quotidiana, riconoscendo che la terapia va oltre lo spazio clinico.
Link di approfondimento:
https://www.laizquierdadiario.com/Celeste-Romero-Aun-hay-mas-de-40-hospitales-monobalentes-en-todos-se-violan-los-derechos-humanos
https://www.aasm2024.com/es/program/1
https://accioncolectivaac.com.ar/jornada-horizontes-posibles-en-salud-mental-comunitaria-visibilizando-experiencias-transformadoras/
https://www.radiobuenosaires.com.ar/celeste-romero-de-cerca-nadie-es-normal
https://idepsalud.org/2da-jornada-de-debate-y-construccion-colectiva-sobre-salud-mental-y-adicciones/
https://seguinforma.com.ar/los-dolores-que-nos-quedan-son-las-libertades-que-nos-faltan/
https://www.cels.org.ar/web/2023/12/con-mas-de-1700-firmas-de-organizaciones-denunciamos-el-protocolo-contra-la-protesta-en-la-onu-y-la-cidh/

Prima di lasciare spazio all’intervista, vorrei fornire qualche dettaglio in più sulla storia che Celeste ha raccontato a proposito del suo lavoro e dell’impegno profuso da Accion Colectiva.
Fornisco quindi di seguito alcuni spunti per approfondire: si tratta di articoli, link, video.
“[…] Celeste Romero è presidente dell’Associazione Civile Acción Colectiva e operatrice sanitaria nel campo della salute mentale comunitaria. Celeste denuncia la grave realtà che vivono gli utenti che quotidianamente subiscono gravi violazioni dei diritti umani. Afferma che più di 500 organizzazioni si sono già espresse in questo senso.
Nel quadro delle commissioni plenarie della legge Omnibus, Celeste Romero ha denunciato diversi punti in cui si registra un regresso in materia di diritti nella vita delle persone che attraversano dispositivi e trattamenti in materia di salute mentale.
Ha affermato che questa riforma rappresenta un passo indietro, conferendo poteri a un giudice – di professione avvocato – le cui attività riservate al suo titolo e alla sua formazione specifica non comprendono la valutazione, la diagnosi e l’esecuzione di trattamenti in materia di salute mentale. Pertanto, questa proposta costituisce un evidente abuso delle funzioni del giudice di adottare misure sanitarie prima di qualsiasi intervento da parte di un team interdisciplinare. […]
I dati della Federazione delle organizzazioni non governative argentine per la prevenzione e il trattamento dell’abuso di droghe (FONGA) sono allarmanti, indicando che per ogni comunità terapeutica autorizzata ce ne sono tre che non lo sono. Ricordiamo l’esempio della comunità terapeutica “Razon de vivir”, dove nel febbraio 2023 sono state salvate 84 persone vittime di tratta. Abbiamo quindi bisogno di strutture sul territorio che accompagnino la persona, non di comunità di reclusione.
Il SEDRONAR ha raddoppiato i servizi di assistenza dal 2019, ma questi continuano ad essere scarsi, con una media di SOLO 2 servizi per provincia.
A Santa Fe l’APRECOP, l’Agenzia per la prevenzione del consumo, mostra nella sua pagina web tutti i suoi dispositivi di assistenza e accompagnamento in materia di consumo problematico, da cui emerge che in dipartimenti come Caceros l’assistenza è 1 volta alla settimana il lunedì dalle 11 alle 13, e questa situazione si ripete in tutti i dipartimenti della provincia. […]
Celeste afferma: “Se mi chiedete quale sia la rete di servizi sostitutivi prevista dalla legge, vi rispondo che abbiamo una grande carenza di servizi in tutto il Paese. È un grande debito pendente di tutti i governi, abbiamo molto da implementare, ma ciò non toglie che la legge sia inapplicabile. Incoraggio i nostri governanti ad avere il coraggio di realizzare le trasformazioni pendenti in materia di salute mentale”.”
(fonte: https://www.laizquierdadiario.com/Celeste-Romero-Aun-hay-mas-de-40-hospitales-monobalentes-en-todos-se-violan-los-derechos-humanos )
“L’inclusione lavorativa come percorso per guarire le ferite della salute mentale. La referente di Acción Colectiva ha sottolineato l’impatto dei “negozi sociali” a Villa Crespo.
Celeste Romero, rappresentante dell’Associazione Acción Colectiva, ha riflettuto sugli stigma che circondano la salute mentale e sul ruolo delle reti di sostegno comunitario. “Tutti, ad un certo punto, affrontiamo delle crisi e portiamo delle cicatrici, ma è nella resilienza e nel sostegno che troviamo la forza”, ha affermato. L’associazione promuove l’inclusione lavorativa come strumento di trasformazione personale e sociale.
Durante l’intervista, Romero ha presentato Lo de Franco, un negozio sociale ispirato ai modelli italiani che integrano le persone con disturbi di salute mentale in attività produttive. “Abbiamo creato uno spazio in cui chi affronta queste difficoltà può diventare imprenditore e mostrare il proprio talento, senza le esigenze del mercato tradizionale”, ha spiegato. Inoltre, ha descritto in dettaglio il modello di sostegno che offrono, compresi accordi personalizzati per facilitare la produzione e la commercializzazione.
La pandemia ha evidenziato la necessità di nuovi approcci. “Molte persone hanno bisogno di più di una visita medica; hanno bisogno di sostegno nella loro vita quotidiana, dalle pratiche burocratiche ai promemoria per l’assunzione dei farmaci”, ha sottolineato. Per questo motivo, l’associazione combina reti comunitarie e professionali in un approccio olistico.
Romero ha concluso con un messaggio ispiratore: “Dal negozio di Villa Crespo, vogliamo dimostrare che dietro ogni prodotto c’è una storia di superamento”. Ha invitato il pubblico a visitare il negozio e a conoscere i progetti di Acción Colectiva.”
L’audio completo su Radio Buenos Aires: https://www.radiobuenosaires.com.ar/celeste-romero-de-cerca-nadie-es-normal
Ed ecco alcuni dati sulla salute mentale in Argentina.
Il 53% delle persone ricoverate in istituti di salute mentale è stato ricoverato per 2 anni o più.
Il 75% del budget per la salute mentale della provincia di Buenos Aires è destinato a 4 istituti monovalenti.
Il 69% delle persone ricoverate percepisce un reddito, ma solo il 27% lo gestisce autonomamente.
Il 28,5% delle persone ricoverate ha firmato il consenso informato.
Sito web di Acciòn Colectiva: https://accioncolectivaac.com.ar/
“Siamo Asociación Civil Acción Colectiva Salud Mental e Integración social urbana. Lavoriamo per l’integrazione sociale e lavorativa di persone svantaggiate, ovvero sosteniamo i principi della deistituzionalizzazione basagliana e cerchiamo, con le nostre pratiche icotiadeane, di sostenere l’applicazione della legge nazionale sulla salute mentale 26657.
L’Associazione Acción Colectiva nasce nel 2018, creata da un gruppo di professionisti della salute mentale impegnati nell’assistenza sanitaria mentale comunitaria, nell’inclusione e nel lavoro in materia di inserimento lavorativo delle persone in situazione di svantaggio lavorativo. Nel 2021 ha costituito la propria personalità giuridica come associazione civile senza scopo di lucro e ha iniziato a lavorare a un progetto per la costruzione di un negozio sociale, articolando le sinergie esistenti tra il secondo, il terzo settore e lo Stato per creare uno spazio di commercializzazione efficace per migliorare la vita degli imprenditori in situazione di svantaggio lavorativo.
Acción Colectiva nasce come spazio per promuovere le idee degli psichiatri italiani Franco Basaglia e Franco Rotelli, protagonisti della chiusura dei manicomi a Trieste, in Italia. Obiettivo principale è superare la logica manicomiale, fornire sostegno alla vita quotidiana, promuovere l’inclusione lavorativa e creare reti che sostengano tutti questi processi. Lavoriamo secondo il paradigma della deistituzionalizzazione sviluppato a Trieste e il lavoro comunitario nella salute mentale nella triade CASA-LAVORO-SOCIALITÀ.
Inclusione e diritti
Promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disturbi di salute mentale, garantendo il rispetto e la tutela dei loro diritti.
Autonomia e benessere
Promuovere l’autonomia e il benessere di queste persone attraverso un sostegno integrale nella vita quotidiana, nella casa, nel lavoro e nelle relazioni sociali.
Comunità solidale
Creare una comunità inclusiva e solidale, sviluppando reti di sostegno che facilitino l’integrazione e lo sviluppo personale.”
(fonte: https://accioncolectivaac.com.ar/acercade/ )
Sito web Lo de Franco: https://accolectiva.mitiendanube.com/
Pagina Instagram Acción Colectiva: https://www.instagram.com/ac.colectiva/
Dentro il manicomio, vita, lavoro e contraddizioni del Sistema Psichiatrico Argentino (contributo degli amici di Radio 32 – La Radio che Ascolta): https://radio32.net/dentro-il-manicomio-vita-lavoro-e-contraddizioni-del-sistema-psichiatrico-argentino/
Entre la institución y el cuidado, una mirada crítica desde dentro del hospital psiquiátrico: https://radio32.net/wp-content/uploads/2025/07/Entre-la-institucion-y-el-cuidado-una-mirada-critica-desde-dentro-del-hospital-psiquiatrico-1-1.pdf
Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista a Celeste Romero; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
La testimonianza di Celeste Romero sullo stato dei servizi per la salute mentale in Argentina è stata l’occasione per approfondire anche l’impegno portato avanti da Accion Colectiva, ma non solo.
Ascoltare Celeste ci fa comprendere cosa vuol dire resistere ogni giorno a un sistema statale che non si prende cura delle persone e cercare di costruire invece una rete di persone, una vera comunità, che abbia cura del prossimo, se ne prenda carico, offra spazi di aggregazione e incontro affinché le persone si sentano accompagnate, ascoltate, rassicurate nel loro percorso di cura o di consapevolezza.
Celeste è argentina ma parla molto bene l’italiano perché nel suo percorso professionale ha studiato la rivoluzione basagliana degli anni ’70 e perché ha avuto come ispirazione proprio Basaglia e come grande maestro Franco Rotelli.
Lavorare nel campo della salute mentale in Argentina non è semplice: lì i manicomi esistono ancora e non sono mai stati chiusi a differenza di quanto è avvenuto in Italia. Inoltre la repressione e l’esclusione messa in atto nei confronti di chi soffre di disagi psichici è forte. Se in Italia – nonostante la rivoluzione basagliana – è stato ed è oggi ancora più difficile parlare di disagio mentale senza etichette e senza pregiudizi, in Argentina rivendicare la dignità umana dei “pazzi” sembra una vera lotta contro i mulini a vento.
Cosa fare allora? Quanta consapevolezza, quanto studio e quanta forza sono necessari in un paese in cui l’esclusione è del tutto legittimata e considerata l’unica soluzione alla sofferenza?
Partendo dal presupposto che il disagio del singolo individuo e che la sua sofferenza non appartengono solo a quella persona ma sono sintomo e rappresentazione di una intera società malsana e distorta nei propri fondamenti, possiamo constatare che il dolore di uno è il dolore di tutti e che nessuno può dirsi esente né libero dalle briglie della sofferenza psichica e della malattia.
Fermo restando quindi che è la società (e il suo funzionamento malato) la principale causa del disagio umano, possiamo individuare nella condivisione sana e nella libertà le vere vie verso un percorso di conoscenza di sé, di benessere, di salutare partecipazione, di superamento dell’esclusione.
Celeste e Acciòn Colectiva stanno da tempo facendo rete a livello internazionale con altre realtà associative che hanno a cuore la vita delle persone in un percorso che, non a caso, trova il suo motto nella frase “Coltivare bellezza”.
Coltivare bellezza vuol dire chiedere alle persone cosa vogliono fare della propria vita, di cosa hanno bisogno, cosa le fa sentire vive e partecipi, cosa le fa stare bene. Ed è un percorso che va ben oltre l’assistenzialismo e le attività riempitive tutte uguali, perché si basa invece sulla unicità di ogni vita e sulla possibilità di esserci, di essere presenti a se stessi, di vivere in luoghi non etichettati come i “luoghi dei pazzi” e di chiedere la presenza dell’altro anche solo per stare insieme in silenzio o per passare del tempo in compagnia mentre si assumono i farmaci della terapia.
Tutto questo è rivoluzione: una rivoluzione quotidiana, silenziosa ma costante, capace di cambiare la vita delle persone un pezzo alla volta partendo dai gesti più semplici, da quelle cose che si danno per scontate ma che per alcune persone sono sudate conquiste di libertà, indipendenza, autodeterminazione.
Questo è il senso dell’esserci per gli altri.
Grazie a Celeste Romero, grazie all’associazione Acciòn Colectiva. Grazie ai membri di tutta la comunità che vuole Coltivare bellezza tra cui anche Radio 32 – La Radio che Ascolta e Nuova Cucina Organizzata.
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista

[…] peraltro è stata ospite di Frasivolanti anche lo scorso luglio: https://lauraressa.com/2025/07/18/accion-colectiva-salute-mentale-argentina-intervista-celeste-romer…Da dove nasce tutto?Qualche tempo fa rimasi letteralmente folgorata dall’ascolto della puntata […]