Esistono giornate nella vita che meriterebbero di essere incorniciate. Il 23 maggio 2024 per me, del tutto inaspettatamente, è stata una di quelle giornate. E lo voglio raccontare perché scrivere per me è vitale quando comincio a sognare ad occhi aperti e perché questo ritrovato entusiasmo che sento mi ricorda i tempi in cui da ragazzina tornavo a casa da scuola e non vedevo l’ora di raccontare per filo e per segno la giornata trascorsa a mia madre. Sì, lo facevo davvero e sì, mia madre veniva talmente inondata di parole che molto spesso era necessario bloccarmi forzatamente per contenere quelle parole in forma di fiume.

E torno all’esperienza del 23 maggio.

Si è conclusa proprio ieri a Bari la terza edizione del workshop “WE Lead Food Italy”.

È stata un’occasione di reale ispirazione come, devo ammettere, ne capitano poche, perché rare sono le persone e i professionisti che sanno scendere dalla cattedra e mettersi generosamente al servizio della collettività raccontando la propria vita e il proprio lavoro con naturalezza e reale umanità. Senza ostentazioni, senza protagonismi e mettendo sul piatto, con profonda onestà e competenza, il proprio vissuto.

Le persone che valgono davvero, del resto, fanno poco rumore (poco baccano direi) ma mettono in campo molte azioni concrete e il loro impegno e la loro etica, nel tempo, porta frutti tangibili.

Ma quali sono questi frutti? Cos’è davvero l’umanità? Cos’è realmente l’etica?

In tanti, in troppi, infarciscono le proprie slide e i propri discorsi, compresi i propri post social e i propri presunti traguardi professionali e di vita, utilizzando tutte queste belle parole a casaccio, senza un senso, senza un peso specifico.

Sono certa che l’impatto che le persone sperimentano incontrandosi davvero, aprendosi alla conoscenza, coltivando la vera curiosità, siano frutti di un altro genere di albero, oserei dire di un altro mondo: quel mondo che sarebbe il momento di cominciare a costruire decostruendo un pezzo alla volta tutte le parti guaste della nostra società.

Ho voglia di raccontarlo, sento l’esigenza di raccontarlo perché tante volte ho pensato di trincerarmi dietro l’idea che la società sia solo fatta di potere economico, speculazioni, favoritismi, clientelismo. E invece esistono storie meravigliose, storie di gioiosa e appassionata fatica, quelle storie che dovremmo imparare a vedere con occhi nuovi, di nuovo limpidi, di nuovo pieni di fiducia.

È stata una giornata di scoperta, di strette di mano e occhi increduli, aperti verso quanto di meraviglioso le persone hanno da donare agli altri.

Sarebbe riduttivo racchiudere tutto quello che ho riscoperto facendo un semplice riassunto delle tracce umane di enorme portata che mi hanno contagiato e che hanno riaperto i miei rami. Sarebbe riduttivo cercare di fare ordine in tutto questo groviglio a caldo e stilare un elenco di insegnamenti che porto a casa con me.

Se dovessi inserire in un cestino tutti i frutti che ho raccolto e che porto via, metterei in quel cestino queste parole: umanità, incontro, competenza, stupore, genuinità.

Ma mi rendo anche conto che le parole a volte sono un orpello e dove esse non arrivano, arrivano certamente gli sguardi, gli occhi delle persone, il calore che percepisci quando parlano o quando, a distanza di molti anni, ti ritrovano per caso.

Porto con me molto di più di quanto le parole sapranno mai dire perché forse è proprio nel silenzio di quello che la mente poi elabora in seguito, che sappiamo intercettare il nostro senso nel senso delle storie e delle vite altrui. Sono grata a tutto questo e credo che dovremmo imparare ad essere al tempo stesso tutti potenti e profondi come le radici degli alberi ma anche soavi e disposti ad ascoltare i flussi e le correnti come piume per farci trasportare senza paura.

Grazie alle persone che ho ascoltato ieri, grazie perché ho imparato ad ascoltare meglio. Ho imparato che le orecchie e gli occhi sono più connessi al cuore e all’animo di quanto le sole parole possano essere.

Dobbiamo decisamente riappropiarci di racconti di vita che scendano dalle cattedre, che narrino la vera conoscenza, la reale competenza e l’essenza umana.

Grazie a queste splendide persone e professioniste che mi hanno lasciato, come nel passaggio del testimone, il concetto fondamentale che le pieghe del mondo possono migliorare e che, se non possiamo cambiare gli altri, possiamo certamente fare il massimo per essere persone migliori noi stessi ogni giorno.

Grazie a Barbara De Ruggieri, Silvia Visciano, Fanny Francesca Cavone, Antonella Tamborrino, Annalisa Macina e ad una persona che ho ritrovato con grande gioia, dopo un bel po’ di anni: Loredana de Palma 🥰💫

Grazie anche a mia sorella Anna Ressa per avermi suggerito di prendere parte e lasciarmi travolgere da questa luminosa giornata.

Laura Ressa

Copertina: foto di gruppo scattata a conclusione del workshop

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Narratrice | Operatrice per le politiche attive del lavoro | Esperta in Psicologia del lavoro e Digital Marketing 🌻 Frasivolanti