
15 gennaio 2024 – Si parte…
Pare che oggi sia il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno.
Ma ci sono momenti (personali e storici) in cui, per quel che riusciamo, dobbiamo sforzarci di vedere tutti i colori proprio perché intorno il resto tende ad assumere tonalità monotone, scure, potenzialmente tristi.
Eppure il blu per me è un colore bellissimo, ma “l’espressione inglese I’m feeling blue è nota: la usa chi si sente depresso, triste o giù di corda ma spesso senza sapere dare una ragione precisa per il proprio stato d‘animo.
È un modo di dire nato negli Stati Uniti nel XIX secolo ma non si conosce con esattezza l’origine della correlazione al colore. Circolano etimologie fantasiose ma uno dei pochi dati certi è che già nel XIV secolo la parola blue era associata a tristezza o melancolia, si suppone per via del colorito bluastro delle persone con il sangue poco ossigenato per problemi cardiaci oppure sofferenti per il freddo.” (fonte: https://www.terminologiaetc.it/2017/08/30/origine-significato-feel-blue/)
“Il termine inglese Blue Monday (“lunedì triste”) indica un particolare giorno dell’anno, solitamente il terzo lunedì del mese di gennaio, ritenuto essere il giorno dell’anno più triste per gli abitanti dell’emisfero boreale. Il concetto è stato originariamente reso pubblico nel 2005 all’interno di un comunicato stampa del canale televisivo britannico Sky Travel, in cui si affermava di avere calcolato la data utilizzando un’equazione. L’intera idea rientra nell’ambito della pseudoscienza, e l’equazione che ne è alla base viene ritenuta priva di alcun fondamento.” (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Blue_Monday_(data))

Certamente sento di poter dire che oggi il mito è stato sfatato da questo mio Blue Monday 2024, una giornata foriera di scoperte e ricca di possibilità che diventano concrete, visibili, programmabili. Una giornata piena di “sì” e ricca di sogni.
Si sta delineando infatti sempre più la nostra Notte del #lavoronarrato del 30 aprile e sono salite a bordo, tra i protagonisti, già 4 persone che vi presenterò molto presto.
Le loro storie sapranno rapirci, portarci altrove, farci restare con i piedi ben piantati dove siamo per condividere con gli altri qualcosa che abbia davvero un valore, un senso, qualcosa che ci doni una prospettiva reale per guardare al futuro e far tesoro del nostro presente.
Oggi sono contenta di avere a bordo queste 4 persone, una di esse peraltro conosciuta proprio questa mattina. Altre se ne potranno aggiungere ma sono contenta del risultato ottenuto finora, sono soddisfatta di questo traguardo che può sembrare minuscolo ma che per me e per tutti noi vale tantissimo perché riconosciamo davvero noi stessi anche attraverso l’incontro con l’altro.
E finalmente il 30 aprile 2024 torneremo ad aprire le porte delle nostre storie agli altri e a far entrare nei nostri mondi le storie altrui, in un reciproco e genuino scambio di visioni e possibilità che di certo non si ferma a una sola giornata o ad un solo pomeriggio, ma il cui ricordo e insegnamento ci accompagnano sempre.
Altro che Blue Monday. Il blu oggi è un colore bellissimo! E continuerà ad esserlo, sempre più intenso e limpido.
LINK UTILI
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I Protagonisti di questa edizione

ANNALISA SANTOMAURO
“Laureata in Filosofia, appassionata della materia, base di ogni teoria applicata al campo delle Risorse Umane; si specializza, a seguito di un Master di alta formazione, in Direzione Risorse Umane e si spende nel comparto formazione (Digital and Communication), come docente accreditata Formatemp, occupandosi di corsi con focus in HR Recruitment e HR Management.
Parallelamente si occupa di recruitment e selezione in più settori, valutando differenti figure (sales, amministrativi, sviluppatori), accostandosi alle aziende sempre in ottica consulenziale; nel mondo ICT implementa le strategie del change management, apprese nel corso dei suoi studi.”

FABIANA PIACENTE
“L’amore per la sua terra parte da lontano. Formazione classica, laurea in Archeologia…ben presto scopre la passione per il turismo, operando come assistente alla direzione presso diverse strutture ricettive.
Madre di due bimbi splendidi (e incredibilmente impegnativi), ha avuto modo di cimentarsi, dal punto di vista lavorativo, anche nell’ambito della ricerca e dei progetti europei, della formazione e dell’organizzazione di eventi. Perché una vita non basta per fare tutto ciò che vorrebbe fare.
Attualmente lavora in ambito amministrativo nella stessa Università in cui si è formata.
Figlia della “generazione Erasmus”, si sente profondamente e visceralmente “cittadina europea”…viaggia appena può, per poi tornare sempre nella sua amata città. Perché è vero che non siamo alberi…ma le radici, quelle sì, eccome se le abbiamo.”

MYRIA ROTOLO
“Nella vita lavora come ragioniere di un’azienda, è una lettrice compulsiva: legge tutto ciò che trova interessante. È una poetessa, ama scrivere, ama cantare e da 15 anni non ha mai smesso di cantare in coro.”

FILIPPO SETTANNI
“Filippo si è occupato di progettazione europea in qualità di coordinatore di progetti nell’ambito del programma Erasmus+. E’ fortemente interessato al tema della progettazione europea poiché essenziale strumento di creazione e cambiamento sociale. Laureato in giurisprudenza, ha frequentato il master “accoglienza e inclusione per richiedenti asilo e rifugiati” per approfondire e acquisire maggiori competenze nel campo dell’immigrazione. Durante il suo percorso universitario ha partecipato a svariate esperienze di volontariato e mobilità all’estero, maturando un forte interesse per la cooperazione internazionale, politiche europee e la tutela dei diritti umani. Attualmente si occupa di inclusione abitativa rivolgendo il suo lavoro soprattutto a richiedenti asilo e rifugiati. Condivide i valori dell’integrazione, spirito di collaborazione e solidarietà tra giovani e del loro impatto sociale. Appassionato di poesia e di musica, nonché di viaggi e del buon cibo.”

ALESSANDRA BARNABA
“La sua citazione mantra è “se non lavoro non mi diverto e se non mi diverto non è IL lavoro”.
Oggi insegna nella scuola secondaria superiore ma ha un passato, che in realtà non lo è, nell’attività di promozione all’estero delle imprese italiane. Ama la musica e il buon vino ma soprattutto ama il mondo.”

Appuntamento il 30 aprile 2024 alle ore 19.00 presso La Ciclatera (Strada Angiola 23, Bari).
Questo articolo è stato aggiornato di volta in volta fino al 30 aprile con i dettagli su protagonisti e luogo, e infine con il racconto conclusivo della Notte del #lavoronarrato 2024.
1° maggio 2024
Buon 1° maggio! ![]()
Ogni anno diventa sempre più difficile esprimere a parole cosa rappresenti la Notte del lavoro narrato del 30 aprile per me e per tutte le persone che, in qualsiasi luogo e con qualsiasi modalità, ne prendono parte.
Come ogni anno mi ritrovo, il giorno successivo, con il cuore ricolmo di emozioni e gratitudine, con la consapevolezza che fare le cose con un animo genuino e pulito sia l’unica strada possibile, anche quando si parla di lavoro. Ed è questo che spero sia il messaggio che resti nel cuore anche di chi partecipa, interviene, assiste, ascolta.
Le occasioni di confronto sono il sale della nostra esistenza, ci danno la forza di dire finalmente come la pensiamo, cosa che sicuramente la società capitalistica non accetta nella sua rincorsa alla omologazione del pensiero e delle esistenze.
Riappropriarci dell’idea che siamo quel che siamo grazie alla crescita a cui gli altri ci conducono, ritornare a renderci conto che solo attraverso la relazione genuina possiamo costruire una impalcatura solida, sono pensieri che possono sembrare buonisti o scontati, considerata la piega che questo mondo sta prendendo. Eppure nulla di tutto questo è scontato, né buonista. Nulla di tutto questo va calpestato, rinnegato o, peggio, dimenticato.
Il giorno che segue la Notte del lavoro narrato è un momento in cui raccogliere le riflessioni e la gratitudine e lasciare che tutto questo cominci a sedimentare dentro di noi e a fiorire. Boccioli di consapevolezza che spuntano nei nostri contesti e nelle nostre vite e di cui possiamo e dobbiamo essere fieri, perché la vera sfida è quella che affrontiamo quotidianamente con i nostri demoni, con le nostre paure e le ritrosie che naturalmente sviluppiamo quando arriva il momento di essere presenti a noi stessi, di dire la verità, di togliere la maschera.
Il 2024 si è rivelato un anno molto particolare per me, ma in questo aprile meraviglioso appena passato ho cominciato a raccogliere di nuovo bellezza e stupore e la consapevolezza che gli altri (non tutti ovviamente) sanno regalarci anche molta luce oltre a lasciarci addosso le scorie delle loro ombre. E così, in un anno in cui qualcuno avrebbe potuto pensare che non avrei voluto parlare di lavoro, l’ho fatto di nuovo. Se possibile, l’ho fatto con ancora più convinzione e stimoli di prima, perché ogni giorno e ogni esperienza che possiamo fare ci ricorda che siamo ancora vivi e che siamo ancora qui per raccontarlo e farne tesoro.
Grazie a ognuno dei preziosi protagonisti di quest’anno! Sono stati la linfa e la luce di questo incontro.
Grazie quindi a Annalisa Santomauro, Fabiana Piacente, Myria Rotolo, Filippo Settanni, Alessandra Barnaba.
Ognuno di loro ci ha lasciato un messaggio, una visione, una prospettiva. Mi hanno ricordato quanto conti ancora e sempre il rispetto, la relazione con gli altri, la dignità di quello che facciamo, la possibilità di parlare e di saper riconoscere sempre quello che ci può rendere migliori, concedendoci sempre la possibilità di imparare dagli altri.
Grazie a Massimo Vox, straordinario e generoso padrone di casa de La Ciclatera che ci ha aperto le porte di un luogo magico e che sempre si dimostra disponibile a farsi contenitore e supporto per questi confronti.
Grazie a tutti i presenti e a quelli che ci hanno seguito online o che lo faranno in seguito.
Mi permetto di citarne qui alcuni perché sono grata davvero per la loro presenza e per il ruolo che ciascuno di loro ha nella mia vita.
Grazie a Biancamaria Dammacco, Deborah Frezza, Lorenza Grimaldi, Elena, Isabella Troccoli, Vito Troccoli, Sandra Iosca, Mariangela Di Cosola, Francesco Colella. Il sostegno dei presenti è sempre fondamentale.
Grazie a mia madre, a mia sorella Anna Ressa, a Giuseppe e a Davide, che sono la mia famiglia e senza i quali quello che faccio e le esperienze che vivo non avrebbero lo stesso senso profondo che hanno.
Spero non vi sembri un discorso da premio Oscar, ma vi assicuro che chi partecipa sa quanto conti ritrovarsi insieme a condividere una sala in cui guardarsi negli occhi e finalmente parlare.
Infine, in questa giornata così emblematica, auguro a tutti di riuscire a far entrare nel proprio modo di essere e di agire la consapevolezza che quello che siamo si riflette nel mondo, che quello che seminiamo può crescere davvero se tutti contribuiamo a creare le condizioni migliori.
Si è sempre più abituati a mettere in vetrina ovunque la parte fasulla di se stessi e invece mettersi a nudo di fronte agli altri con un pezzo della propria storia e del proprio vissuto è un gesto rivoluzionario al servizio della riflessione comune e del dialogo. Abbiamo estremo bisogno di tornare a riunirci, a guardarci e anche ad accogliere tanti punti di vista diversi. Abbiamo molto bisogno di parlare di lavoro, di quello che ci fa stare male e di come vorremmo che lo schema cambiasse affinché nelle nostre vite non ci sia solo lo spazio per “produrre” ma anche la possibilità e il tempo – sacrosanto – per essere felici e star bene.
Vorrei soprattutto che si tornasse a non avere paura delle proprie idee, ad esporle con fermezza, a credere in ideali che non siano il denaro o la posizione sociale, ad avere fiducia e ad avvicinarsi agli altri anche senza avere un secondo fine economico. Avere un secondo fine che punti alla propria crescita personale, quello sì che ci darebbe la speranza di indirizzarci, tutti insieme, verso una nuova dimensione davvero vivibile per chiunque.
Parlare di lavoro non è sempre facile, soprattutto in un mondo che ci vuole omologati, privi di pensiero critico e schiavi di un’idea malsana di produttività, tanto decantata quanto sostanzialmente inutile al progresso dell’umanità.
Interrogarci dunque ha senso, e oggi ne ha ancora più di ieri.
il video della nostra notte 2024
Laura Ressa
Copertina: Foto di yeshimss da Pixabay
