
Con grande piacere ed emozione torno alle interviste in diretta streaming sui canali Frasivolanti. Questa modalità ormai ci consente di dialogare e confrontarci, anche quando siamo geograficamente distanti.
Torno mettendo ancora una volta al centro il tema della salute mentale attraverso il racconto e l’impegno del dott. Roberto Boccalon nell’ambito dei progetti di IAAPs (International Association for Art and Psychology) e non solo.
Per presentare al meglio il protagonista di questa intervista, mi affido qui di seguito alle parole riportate nella sua biografia.
“Laurea in Medicina e Specializzazione in Psichiatria presso UCSC Roma. Psicoterapeuta con formazione analitica. Per trent’anni dirigente medico nei Servizi Psichiatrici pubblici, a Reggio Emilia e Ferrara. Ha approfondito lo studio dei processi creativi e del loro utilizzo, in una prospettiva psicodinamica multicodice, nella clinica e nella formazione.
Già professore a contratto presso l’Università di Ferrara e direttore dell’Istituto di Psicoterapia Espressiva di Bologna. Attualmente docente nel Corso di Laurea in Psicologia dello IUSVE e nel Master in Terapie Espressive dell’Università Cattolica di Milano.
Membro del comitato Redattore della rubrica “Cura dell’Arte/ Arte della Cura“ per la Rivista Aracne. Presidente dell’International Association for Art and Psychology.”
Come si legano fra loro psicologia e arte? Che ricadute sociali hanno i progetti che uniscono l’arte alla salute mentale? Qual è l’impegno profuso da IAAPs in tal senso?
Roberto Boccalon ha parlato di tutto questo e di molto altro, accompagnandoci in un racconto fatto di scienza, esperienza e passione.
L’intervista si è svolta il 12 maggio 2024 alle ore 10.30 ma lo spazio per le domande al dott. Boccalon resta sempre aperto. Gustatevi l’intervista e ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
Parlare di salute non è mai un atto scontato ma fondamentale per ribadire il diritto che tutti noi abbiamo di stare bene e di poter accedere alle cure di cui necessitiamo. In un tempo in cui vacillano sempre più i diritti e viene spesso meno da parte delle istituzioni l’attenzione alla salute delle persone e dell’ambiente, affrontare questi temi con uno sguardo critico, chiedendoci cosa ci sia davvero da fare, non è un’opzione ma ormai una vera necessità per sopravvivere, per prenderci cura gli uni degli altri e della natura che ci circonda.
Nell’ambito del macro discorso sulla salute, rientra ovviamente anche il tema specifico della salute mentale. Al di là del lavoro di tutti gli operatori che, a vario titolo, lavorano ogni giorno sul campo, penso che tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione possano aiutarci a diffondere buone pratiche, esperienze di cura, casi di studio e testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona un disturbo psichico per capire che tipo di accesso ci sia alle cure, quali siano gli stigmi ancora persistenti e quanto possa essere difficile affrontare apertamente i propri disagi nella cosiddetta società delle performance, sempre troppo attenta alle prestazioni e totalmente cieca di fronte alla fragilità dei singoli.
In questa densa intervista il dott. Roberto Boccalon, Presidente di IAAPs International Association for Art and Psychology, ha tracciato un racconto in grado di condurci alla scoperta del ruolo che l’arte può assumere nei processi di cura. Si tratta di un’arte che può esprimersi in varie forme e che rappresenta un moto di liberazione, di espressione di sé, di conoscenza dell’altro, di cooperazione con l’altro. L’arte certamente non rappresenta una soluzione uguale per tutti o una panacea, né può avere effetti magici sui disturbi psicologici. Ci sono tuttavia molti studi che rivelano i benefici derivanti dalla libera espressione artistica e dalla collaborazione che si instaura tra le persone durante i processi creativi.
Se tutti agissimo nel concreto all’interno delle nostre comunità, lasciando qui e là un seme di possibilità, tutto questo rappresenterebbe oggi la reale rivoluzione di cui abbiamo estremo bisogno per cambiare la nostra rotta e superare i venti avversi.
Ringrazio moltissimo il dott. Boccalon per il tempo che ha accettato di dedicare a questo confronto, grazie a chi ha ascoltato o avrà voglia di ascoltare in seguito l’intervista.
Grazie infine al protagonista di questo scambio anche per un altro motivo: e cioè per aver parlato di pace! Per aver detto ad alta voce che viviamo in un mondo che bada più al profitto economico che al futuro e alla salute delle persone e dell’ambiente. Se il denaro che viene speso, anche in Italia, per finanziare le guerre fosse speso invece per la pace e per migliorare la sanità, vivremmo certamente tutti molto meglio e ne gioverebbe, a cascata, anche il benessere economico dei paesi.
Tuttavia i politicanti, i loro portaborse e tutti quelli (purtroppo tanti) che pensano prima di tutto alle proprie tasche e hanno interessi economici sparsi da dover mantenere, continuano a guardare solo il proprio ombelico traendo un guadagno personale attraverso le manovre più aberranti. E questo atteggiamento viene messo in atto sia dagli squali che acquisiscono il potere ad alti livelli sia dai pesciolini piccoli (ma non meno pericolosi) che ogni giorno possiamo incontrare nella nostra esperienza di vita.
E se in questi tempi così bui si preferisce scendere in strada in massa per un influencer o per il politico di turno anziché per pretendere la pace o per difendere il diritto al lavoro e alla salute di tutti, penso sia arrivato per ognuno di noi il momento di parlare, di esserci e naturalmente di agire.
Grazie di cuore al dott. Roberto Boccalon! ![]()
Continuiamo a parlare di salute mentale e non dimentichiamoci che questo tema merita sempre un approccio adeguato e consapevole, altrimenti rischia di diventare l’ennesimo topic di moda che mette al centro solo il punto di vista e l’esperienza di quella fetta di pochi privilegiati che hanno il denaro sufficiente non solo per poter accedere alle cure più costose ma anche per permettersi di raccontare liberamente al mondo il proprio disagio. Perché il denaro concede molto spesso loro anche il privilegio di non doversi preoccupare di come saranno giudicati per quel disagio, privilegio di cui invece non gode chi deve costantemente temere come verrà giudicato da un collega, da un potenziale datore di lavoro, e persino dai propri amici.
Impegniamoci ad aver sempre cura della nostra salute e di quella della collettività.
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista
