Chille de la balanza Claudio Ascoli

Una nuova occasione per connettere le nostre menti e i nostri cuori. Ancora un’occasione per ascoltare un racconto di vita e lavoro che si traduce anche in impegno affinché certi temi non vengano dimenticati e se ne continui a parlare, anche attraverso l’arte, anche attraverso il teatro.

Stavolta il protagonista della chiacchierata in diretta streaming sui canali Frasivolanti è Claudio Ascoli.

Come d’abitudine, mi piace affidarmi alle parole stesse del protagonista per introdurre i punti salienti di un lungo percorso costruito in oltre 50 anni di attività.

“Claudio Ascoli è il fondatore di Chille de la balanza, compagnia di teatro di ricerca nata nel Centro Antico di Napoli nel 1973; dal 1985 in Toscana e dal 1998 a San Salvi, ex-città manicomio di Firenze. Così decise l’ultimo direttore che volle collegare l’uscita dei “matti” con l’ingresso della città nell’ex-manicomio: chiese alla compagnia di stabilire la sua residenza in un padiglione dell’ex-O.P. e dar vita ad un presidio culturale permanente.
Ascoli nasce in una famiglia di attori napoletani da tre generazioni.
I Chille partirono da un recupero rigoroso delle tradizioni napoletane, producendo poi in oltre 50 anni più di 100 spettacoli: da Artaud a Pasolini, dai dadaisti a Baudelaire e ancora da don Milani a Franco Basaglia. L’attività è documentate in molti libri-saggi tra cui: “Teatro, comunque.”, “Pazzi di libertà”, “Napule ‘70” e “Chille 50”.
Il nome Chille de la balanza è quello degli antichi venditori di frutta ed ortaggi che – tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700 – andavano per le strade del Centro Antico, vendendo le loro mercanzie e raccogliendo storie ed aneddoti che poi ri-narravano la sera nelle osterie.”

Per completare questo quadro introduttivo, riprendo, infine, alcune parole riportate sul sito della compagnia teatrale:

Il 2024 inizia all’insegna di Franco Basaglia su cui i Chille iniziano a lavorare presentando lo spettacolo MANICOMIO, ADDIO! Contro tutti i muri. Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia. Ma il lavoro è molto più ampio, nel centenario della nascita dello psichiatra veneziano un’intero festival viene dedicato a Franco Basaglia e al superamento del manicomio.
Una data importante è quella dell’11 Marzo 2024 quando a San Salvi viene inaugurata la grande scultura di MARCO CAVALLO DEL XXI SECOLO. Una grande scultura nata dalla collaborazione con l’artista Edoardo Malagigi e realizzata tra gli altri anche grazie ad un crowd funding popolare.
Un simbolo molto importante che segna l’inizio del percorso di rigenerazione di San Salvi.”

Con questa bella storia e con questi interessanti presupposti, Claudio Ascoli ed io abbiamo dialogato il 28 maggio 2024 alle ore 18.00.

Lo spazio per le domande resta sempre aperto. Lasciatevi stupire da una lunga storia che ancora continua a parlarci in maniera incisiva di abbattimento dei muri, follia, salute mentale. Gustatevi l’intervista e ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.

Per approfondire la storia integrale di Chille de la balanza: https://chille.it/chi-siamo/


Il video dell’intervista (link)

Il podcast (Spreaker)


Mi dico sempre che dovrei prendere appunti mentre ascolto queste testimonianze. La verità è che vorrei qualcosa di concreto da toccare in seguito, qualcosa di fisico, un oggetto da rileggere dopo, parole da rivedere in seguito. Sì certo, resta il video, ma è come se volessi elevare all’ennesima potenza tutto il bello che posso trarre da queste chiacchierate, da racconti di progetti che sono racconti di vita non solo di singoli ma di intere comunità.

La verità è che la bellezza in fondo può esistere davvero, che forse davvero possiamo ancora riscattare la nostra umanità facendo qualcosa di buono, lasciando un ricordo, una traccia, qualcosa di noi che arricchisca gli altri e ci faccia sentire genuinamente parte di un tutto che va oltre le individualità.

Claudio Ascoli mi ha ricordato che non sempre è necessario riuscire a ricordare tutto quello che facciamo, ma che a volte può essere più importante fare che ricordare. Così come alle volte è necessario anche imparare a ricordare, perché nel ricordo può vivere ancora ciò che è stato fatto da chi c’è stato prima di noi.

Ma non è solo questo il pezzo di viaggio che porto con me dopo questo racconto. Il teatro, il mettersi a nudo, la malattia e la salute, i rifiuti da cui creare bellezza, la finitezza di noi e del mondo che si lega però alla possibilità di vivere il presente cogliendo con “i pori aperti” tutti i modi in cui la vita ci può sorprendere e rendere persone migliori.

Il diverso, la paura, la fisicità, la capacità di sentire le vite degli altri come fossero la nostra. E poi il tempo che inevitabilmente scorre e termina, quello che resta davvero, la pace a cui tutti dovremmo tendere e che sembra ormai un miraggio per questo mondo afflitto dalle guerre in cui sembra che solo l’interesse economico divori tutto.

Avrei voluto prendere appunti, ma sarebbero stati l’ennesimo oggetto da metter via a prender polvere e invece le nostre vite devono mischiarsi, le nostre idee fondersi e contaminarsi, essere libere di librare e divincolarsi dalle catene.

E la dimensione teatrale, in tal senso, ci offre uno sguardo vero.

Claudio Ascoli ha raccontato, con poetico e genuino trasporto, una vita fatta di felicità per quel che si fa ogni giorno. Attraverso la lunga storia di Chille de la balanza ha delineato i contorni anche delle nostre storie, toccando nodi che riguardano l’esperienza umana, oltre che artistica, e parlando del filo che unisce teatro e salute, vero e reale, azioni e ricordi, ricerca e casualità, materiale e immateriale.

Grazie, Claudio! Ci rivedremo presto in luoghi fisici oltre che in questi digitali: promesso! 💪

Laura Ressa

Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Narratrice | Operatrice per le politiche attive del lavoro | Esperta in Psicologia del lavoro e Digital Marketing 🌻 Frasivolanti