Ero a casa seduta alla mia solita sedia, a mamma chiedevo cosa avesse fatto durante la giornata.
Di colpo il mio sguardo ha preso a concentrarsi su alcuni dettagli. La fila di libri di fronte a me, disposti nel solito ordine nella libreria, era diventata qualcosa da esplorare benché assai familiare.

Si dice che quando cerchi qualcosa, quella cosa arrivi quando meno te l’aspetti. Si dice pure che chi ha lasciato questa terra in qualche modo trovi le sue modalità per comunicare di nuovo con noi. Sono assiomi interessanti che hanno senso legati assieme. E hanno senso per me in questa storia di ritrovamenti inattesi e (forse) di messaggi da decifrare.

Ero a casa, seduta alla mia solita sedia nel soggiorno. Qualcosa ha catturato la mia attenzione.
Mi sono alzata per prendere due libri di cucina che si trovavano nella libreria di fronte a me: erano posizionati stretti stretti tra un album di vecchie foto e un romanzo.
Ho cominciato a sfogliare entrambi i libri di cucina: ma non sapevo cosa stessi cercando. Magari delle tracce. Di certo non ero in cerca di ricette, forse di immagini e di qualcosa di curioso da fotografare.
Si tratta di libri di cucina anni ’70 ad alto valore vintage, quindi all’inizio speravo di trovare elementi improbabili che riportassero a un’epoca per noi umani digitali ormai lontanissima.

Mentre sfogliavo, ho sentito uno spessore diverso tra le pagine. Ecco, ne ero sicura! – ho pensato.
In quel momento si fece viva la certezza (o la speranza) che lì dentro avrei trovato altro, qualcosa che era stato conservato tra quelle pagine da chissà quanto tempo.
Come prevedevo, nello spessore di uno dei libri ho trovato un paio di fogli con su scritte le dosi e il procedimento per il tiramisù. La grafia precisa mi indicava che il foglio fosse opera di mia sorella.

Aprendolo tutto, però, mi sono accorta che c’era dell’altro. La scoperta non si sarebbe fermata alla ricetta scritta del tiramisù.

Svoltando le pieghe del foglio più recente, ho trovato un foglietto più antico, ingiallito dal tempo, rettangolare, con qualche macchia.

Su quel foglio c’erano le parole scritte da mia nonna. Le dosi per qualcosa da preparare e poi un piccolo accenno di procedimento. Scritto in un italiano sgangherato e incerto.
Ero in piedi ma quel foglietto mi ha fatta sedere dalla posizione in cui ero. Ho cominciato a girare e rigirare il rettangolo dorato, a guardarlo come si osservano con cura i reperti nei musei. Come una traccia indelebile del tempo, come un messaggio dal passato da decifrare a tutti i costi.

Cosa vuoi dirmi nonna, adesso? Non vorrai mica farmi credere che ho trovato il tuo foglio per puro caso? Ne sarei troppo delusa, lo sai che ho sempre bisogno di aggrapparmi a una ragione, a un perché in quel che accade.

Dimmi, nonna, che sei stata tu a farmelo ritrovare. Dimmi che non è un caso.

Sai cosa mi ricordi con questa entrata in scena delle tue? Mi ricordi i fiori lasciati a essiccare nei libri.
Mi ricordi lo stupore di rivederli lì dopo tanto tempo e di ricordare come profumavano quando erano freschi e appena sbocciati.

Magari non c’è nessun messaggio recondito, avevo solo bisogno di ricordarti in quel giorno, nonna. Di ricordare i fiori, quelli che intrappoliamo nelle pagine dei libri affinché siano sempre nostri e non ci sfuggano con il passare del tempo.

Mi hai ricordato i tuoi fiori, le margherite: te le ricordi? Quelle che mettevi sul tavolino accanto alle foto dei defunti e che compravi fresche ogni settimana al mercato.

Chissà se davvero vorresti dirmi qualcosa adesso. Chi può saperlo? Le uniche cose che so è che questi fiori essiccati che mi lasci disseminati in giro sanno farsi trovare in tante cose: nelle persone, nelle parole che scrivo, in un racconto di te e della tua vita, in una ricetta sgangherata scritta su un foglio di fortuna.

La verità sai qual è, nonna? La verità è che adesso vorrei tanto ritrovarti, vorrei tanto un tuo abbraccio. Vorrei mi dicessi “andrà tutto bene”.

E forse questo è davvero il tuo modo per farlo. O almeno io lo spero con tutte le forze. E se le spero, è possibile che sia così per davvero.

Laura Ressa

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Copertina: Photo by Inga Shcheglova on Unsplash

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Crea Racconta Ricrea