
Il concetto di marketing culturale e sociale si innesta sia nel tema del lavoro sia nel campo vastissimo dei temi legati alla psiche.
Nora Sophie Nicolaus, Content marketing specialist, è la protagonista dell’intervista del 17 gennaio 2025 alle ore 13.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
Il percorso di Nora Sophie è racchiuso in questa pagina del suo sito web che comprende la sintesi della sua vita: https://www.norasophienicolaus.com/portfolio/
Ne cito di seguito alcuni passaggi.
“Per me il marketing non è un fine, quanto invece un mezzo per dare voce e forza ai progetti e alle realtà che mi piacciono e in cui credo. Questa mentalità mi permette di applicarmi con passione a ciò che faccio. […]
Sono di origine tedesco/austriaco/ungheresi, nata a Firenze nel 1987 e trasferitami a Milano a 21 anni. Parlo italiano, tedesco, inglese e provo a masticare il portoghese. […]
Finite le superiori (Istituto Statale d’Arte di Firenze, con tesina sulle eutopie), ho viaggiato per sei mesi nel sud est asiatico e in Australia con mia madre. […]
Come spesso accade viaggiando, la mia mente si è aperta tramite il confronto con altre culture, ma non ha invece trovato la chiarezza sperata riguardo al da farsi. […]
All’Accademia di Brera a Milano ho studiato Nuove Tecnologie dell’Arte, conseguendo la laurea triennale in Sociologia dei Nuovi Media con una tesi sulle nuove estetiche emergenti nei Social Media.
Mi sono poi iscritta a Comunicazione per i Beni Culturali e ho conseguito la laurea in Relazioni Pubbliche con una tesi sulla gestione delle relazioni d’impresa e le arti socialmente utili.
Ho iniziato a lavorare nel dipartimento marketing di Flexx Company per poi passare, dopo circa un anno, alla società di video marketing per il Real Estate Home Image. […]
Ho conseguito un master in Digital Marketing tramite Mimosa Group e nel frattempo ho avviato un progetto di asilo nel bosco per mio figlio, collaborando con un gruppo di genitori che aveva idee educative affini alle mie, legate ad una pedagogia dolce, che mettesse “il bambino nel centro”, in una dimensione sociale di mutuo aiuto, scambio e condivisione.
Forse grazie anche a questa esperienza, ho poi iniziato a collaborare con realtà come la Fattoria Didattica Apepè e Psicoterapia Aperta, più Psicoludìa. […]”
Nora Sophie ha inoltre fornito il suo contributo all’interno del libro di prossima uscita “Umanamente insostenibile – il capitalismo nuoce gravemente ai sapiens” (scritto insieme a Luigi D’Elia).
In particolare ha realizzato un’analisi comparativa tra cultura del self-made man americana e cultura dell’Ikigai. Quel che ha cercato di capire è se esistano tratti specifici narrativo identitari che favoriscono o meno il benessere individuale e la coesione sociale (le due cose sono strettamente connesse, se si guarda ai grandi numeri).
La chiacchierata con Nora Sophie partirà da uno spunto iniziale che ci consentirà poi di ancorarci al suo percorso professionale, ai suoi temi di studio, alla sua vita.
Sarebbe bello capire insieme a lei se il marketing possa essere, e in che modo, uno strumento o una possibilità di reale evoluzione umana e comunicazione genuina e sana. Sempre di più infatti l’utilizzo del marketing “selvaggio” e disinformato e la profilazione delle persone in termini di “utenti” di servizi a meri scopi pubblicitari, desta molte riflessioni sull’etica e su chi utilizzi, e come, le informazioni sulle nostre scelte di vita, dalle più piccole alle più grandi.
Quali ragioni, quale senso c’è quindi dietro determinati progetti di vita e professionali?
Perché ci si appassiona ad esempio alla pedagogia, alla psicoterapia e alle scienze sociali? E il marketing cosa rappresenta oggi in tutto questo?
Mi chiedo spesso se il nostro lavoro (qualunque esso sia) sia realmente in grado di portare un cambiamento positivo nel mondo, anche piccolo.
Lascio a chi ascolterà la sorpresa di scoprire cosa ne pensa Nora Sophie.

Solitamente prima di ogni nuova intervista su Frasivolanti ho l’abitudine di lasciare qualche input preliminare su ciò che la persona intervistata ha scritto in passato, su alcuni aspetti di approfondimento che possano fungere da guida per l’ascolto o da anticipazione sui temi del confronto.
Ci sono tante tracce interessanti nel lavoro e nelle parole di Nora Sophie Nicolaus. Talmente tante tracce che sarebbe un peccato non riportarne qui, in questa occasione, almeno alcune. Stralci di analisi sul mondo in cui viviamo, riflessioni che aprono prospettive sulla possibilità di attivare la nostra consapevolezza. Nell’immagine qui, non a caso, lo schema che illustra il concetto di Ikigai e se ascoltate l’intervista a Nora Sophie capirete perché proprio Ikigai.
Di seguito alcuni input.
Dall’articolo “Il furto dell’attenzione e del tempo nell’epoca della sorveglianza” (di Nora Sophie Nicolaus e Luigi D’Elia).
“[…] Se è vero che le nuove tecnologie associate alle attuali logiche economiche possono, in rari casi, portare ad una rapida e impressionante ascesa di singoli individui capaci di cavalcare l’onda, rimane un dato di fatto che su larga scala questo modello risulta insostenibile: non solo sotto al profilo economico la forbice che si viene a creare tra super ricchi e super poveri è vergognosamente marcata, ma anche da un punto di vista identitario si richiede alle persone di correre costantemente sulla ruota del criceto per diventare un qualcosa o un qualcuno che, al momento, non esiste.
Tutto avviene in funzione del verbo “apparire”.
Finché la spinta all’apparenza sarà così predominante, non vi sarà mai reale spazio per concedere alle persone il tempo per poter essere realmente loro stesse.
Ma oltre all’incognita economica, identitaria e relazionale (perché il chi sei e cos’hai sono spessissimo considerati criteri di valutazione primaria ai fini delle relazioni), dobbiamo anche puntare la nostra attenzione su come si sta modificando la nostra capacità di apprendimento.
Smart-phone e cultura della dis-attenzione
Nell’era del 4.0, non vi è dubbio, cambiano i sistemi di apprendimento. Anzi, a dirla tutta questo era già successo agli albori del web, con il manifestarsi dei primi ipertesti che, per quanto straordinariamente utili nel creare delle mappe di sapere virtuale, hanno designato la prima tipologia di organizzazione del sapere incentrata sulla “fruizione superficiale”. […]
ADHD e device digitali in Età Evolutiva
In una ricerca (Chaelin & al., 2018) viene dimostrato come l’uso di device multimediali possano essere collegati allo sviluppo del disturbo da iperattività e deficit di attenzione (ADHD, dall’inglese Attention deficit hyperactivity disorder).
Pubblicato sul Journal of the American Medical Association, questo studio ha preso in esame 2587 ragazzi, tra i 15 e i 16 anni, i quali originariamente non avevano una diagnosi di ADHD.
Questi giovanissimi sono stati suddivisi in tre gruppi cui è stata data indicazione di svolgere 14 diverse attività (tra cui controllare i social network, chattare, etc), con una diversificazione per ciascun gruppo data dall’intensità di utilizzo dello strumento digitale.
Due due anni, è stato rilevato che i ragazzi che avevano utilizzato con una più elevata frequenza i device, presentavano circa il doppio di probabilità di sviluppo di ADHD rispetto agli altri.
Insomma. Anche qui è bene ribadirlo: ogni strumento tecnologico (digitale o non, dunque libri inclusi), esercita un potere neuroplastico sul nostro cervello. Lo modifica. Il punto da comprendere per tutelarci e per avere cura delle future generazioni è quello di comprendere come. […]
Se a partire dai resoconti delle sedute di psicoterapia selezioniamo i racconti delle fasce di età più giovanili, i cosiddetti nativi digitali, e di coloro che si soffermano online molto più in là delle medie qui esposte, ci rendiamo subito conto che non è per nulla infrequente la realtà di persone che hanno oramai invertito il giorno con la notte.
Rileviamo frequenti disturbi del sonno, un forte stress legato a questa violenza sui propri ritmi circadiani, o veri e propri sintomi ansioso-depressivi legati all’eccesso di ore passate sul web a non fare nulla o quasi. […]
Rilevarne i rischi e i pericoli intende essere un modo per riconoscerli ed evitarli per tempo, così da imparare ad utilizzare il nostro tempo in maniera costruttiva, selezionando attività e contenuti di qualità.”
(link: https://www.psicoterapia-aperta.it/come-usi-il-tempo-della-tua-vita-online/ )
Dal blog Società Consapevole, ecco il Manifesto per una vita più sostenibile e una convivenza armoniosa con il pianeta e tra di noi. (di Nora Sophie Nicolaus)
“Viviamo in un’epoca di grandi sfide. Il surriscaldamento globale, le disuguaglianze economiche, l’erosione dei legami sociali e la crisi ambientale ci costringono a porci domande fondamentali sul nostro futuro. Come possiamo continuare a vivere su questo pianeta senza distruggerlo? Come possiamo convivere come specie rispettandoci reciprocamente e garantendo un futuro alle generazioni che verranno? E…davvero non è possibile coordinarci per transitare collettivamente verso soluzioni di sostenibilità integrata a 360°?
Società Consapevole nasce da un’esigenza: esplorare soluzioni, condividere conoscenze e stimolare riflessioni per costruire una realtà più equa, sostenibile e consapevole.
I nostri Principi Fondanti
1) Consapevolezza come motore del cambiamento
Crediamo che ogni trasformazione inizi dalla consapevolezza. Capire le cause dei problemi globali e locali è il primo passo per trovare soluzioni sostenibili.
2) Sostenibilità ambientale e relazionale
La vera sostenibilità non riguarda solo il nostro rapporto con la natura, ma anche le relazioni tra gli esseri umani. Una società più armoniosa è possibile solo quando impariamo a prenderci cura del nostro pianeta e di noi stessi come parte di un tutto.
3) Condivisione e collaborazione
Crediamo nel potere della collaborazione e nella costruzione di comunità solidali, capaci di valorizzare le differenze e lavorare insieme per obiettivi comuni.
4) Responsabilità collettiva e individuale
Il cambiamento è una responsabilità condivisa. Ognuno di noi, con le sue scelte quotidiane, può contribuire a costruire un mondo più giusto, ma è necessaria anche una visione sistemica per affrontare le sfide su larga scala.
5) Educazione e informazione accessibile
Crediamo che la conoscenza sia uno strumento di liberazione. Per questo, il nostro blog si impegna a fornire contenuti chiari, basati su studi affidabili e accessibili a tutti.
6) Propositività come approccio alle sfide
Invece di soffermarci solo sui problemi, scegliamo di focalizzarci sulle soluzioni possibili. La propositività significa trasformare le criticità in opportunità, adottando un atteggiamento attivo e costruttivo.
Società Consapevole si propone di:
– Stimolare il dibattito su temi cruciali come la sostenibilità ambientale, economica e sociale.
– Offrire spunti pratici per vivere in modo più sostenibile.
– Proporre soluzioni e modelli culturali che favoriscano un equilibrio tra il benessere individuale e quello collettivo.
– Creare uno spazio di riflessione, in cui le giuste domande possano generare processi di cambiamento.
Un invito Aperto
Questo blog non pretende di avere tutte le risposte, ma vuole essere un punto di partenza. Le sfide che affrontiamo sono complesse, e la strada verso una società consapevole richiede il contributo di tutti. Invitiamo ognuno di voi a riflettere, discutere, condividere e agire. Ogni piccolo gesto conta.
Insieme possiamo costruire un futuro più giusto, sostenibile e umano.
(link: https://www.societaconsapevole.it/manifesto/ )
Ecco infine altri link di approfondimento sui progetti di vita e sugli ambiti professionali in cui opera Nora Sophie Nicolaus:
https://www.norasophienicolaus.com/
https://www.filodilana.org/
Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista a Nora Sophie Nicolaus; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
https://open.spotify.com/episode/0rphYccj2ViuM3XvLSyZLn?si=FkghbvlZSzK9t-nED_BQ2Q
Il pensiero polarizzato oggi è presente ovunque. In effetti non possiamo nemmeno definirlo “pensiero” poiché questo significherebbe erroneamente nobilitarlo. Sarebbe più corretto parlare invece di tifoserie, proprio come quelle che strepitano allo stadio durante le partite di calcio. Le tifoserie creano recinti, dividono le persone sotto etichette ben precise, giustificano divari e smantellano, appunto, il concetto di pensiero critico riducendolo a un mero schieramento di comodo scelto per falso senso di appartenenza o per pura convenienza.
Ci sono tifoserie politiche, sociali e su qualsiasi tema capiti a tiro o su cui si concentri il mondo dell’informazione.
Non esiste argomento sul quale non ci siano schieramenti. Per favorire la diffusione degli schieramenti più gettonati esistono anche quelli che potremmo definire “influencer” (alcuni di essi si auto-proclamano persino “intellettuali”): figure forzatamente percepite come carismatiche e spinte dalle solite cerchie di altri sedicenti intellettuali per polarizzare le posizioni della gente comune. Questi personaggi divengono con il tempo, e con molte delle spinte di cui sopra, beniamini da seguire, costruiscono a tavolino il proprio seguito, la propria clac, cosicché le persone credano, seguendoli, di stare esprimendo il proprio libero pensiero quando invece sono semplicemente succubi della propria sete di accettazione sociale.
Chiunque può diventare fan sfegatato del finto intellettuale di turno, proclamato tale ovviamente in primis da se stesso e dai media.
Tra i tantissimi spunti suscitati ieri dal racconto di Nora Sophie Nicolaus, content marketing specialist con la nobile ambizione di fare del suo lavoro e del suo impegno uno strumento di reale co-costruzione e riflessione sul mondo, il suo discorso sulle tifoserie mi ha colpito tantissimo. E non è stato quello il solo aspetto del pensiero di Nora Sophie a restarmi attaccato addosso.
A lei mi legano molti altri modi di percepire questo mondo in cui viviamo e gli atteggiamenti diffusi in chi lo abita.
Sebbene le informazioni mainstream che ci giungono quotidianamente diano sempre troppo spazio a quel male che fa rumore, sappiamo bene che esistono tante persone che, pur senza produrre rumore, continuano ad agire per cercare un senso, per esplorare il non detto, per imparare a guardare oltre ciò che ci viene dato in pasto come verità assoluta.
Dovremmo aver compreso ormai che la parte fortunata di mondo è limitatissima rispetto a quella che non lo è. Dovremmo sapere che i cosiddetti “successi”, di cui tanto parliamo dalle nostre limitate prospettive di vita, non derivano da nostre qualità intrinseche o da meriti particolari ma piuttosto da una serie di fortuite coincidenze.
Arrivare a capire questo, accettare che non dobbiamo arrivare su nessuna vetta, può essere un processo difficile per chi è abituato a vivere da questo lato e ad essere guidato dalla spinta ai consumi. Ma se scardinassimo questa spasmodica ricerca di altro, se la smettessimo di desiderare sempre ciò che non abbiamo (solitamente beni materiali e posizioni sociali) e di non saper guardare a quel che invece sta proprio accanto a noi, forse saremmo capaci di ridistribuire quella fetta di fortuna che abbiamo in surplus, quella fetta depredata ad altri e che pensiamo appartenga a noi.
Il profondo confronto con Nora Sophie è stato un’occasione per capire anche il ruolo che può avere il marketing culturale oggi e per comprendere che fare marketing non vuol dire solo “vendere”.
Il suo racconto ci ha permesso di spaziare: dalla psicologia alla pedagogia, dall’arte socialmente utile ai progetti per la sostenibilità relazionale oltre che ambientale. Tutte queste parole possono restare tali, possono essere usate male (molti già lo fanno) ma possono invece anche essere un interruttore nuovo. Possono cioè innescare una consapevolezza che finalmente desti la mente, che ci faccia gustare la vita nei suoi elementi più essenziali, che ci ricongiunga al concetto di ikigai e che, in ultimo, ci permetta di lasciare l’unica eredità che conti davvero: fare la nostra parte, anche piccola, per ristabilire l’equilibrio e quella equa distribuzione che secoli di storia, di guerre e di potere mal riposto hanno impedito calpestando i diritti di molti per il vantaggio di pochi.
Grazie, Nora Sophie! ❤
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista

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