In un articolo apparso a luglio 2024 su VITA non profit, si è parlato di supporto fra pari come di una strada per fornire aiuto ai malati psichiatrici.

Di seguito l’incipit dell’articolo.

«Ci sono state situazioni in cui sia gli utenti, sia i familiari mi hanno chiamato, anche disperati, perché non riuscivano a trovare delle soluzioni coi servizi; mi è capitato anche di andare a Napoli o a Bari, per parlare con i medici referenti per quelle persone, per facilitare la comunicazione e per trovare convergenze». A parlare è Eros Cosatto, consigliere e tesoriere della neonata Associazione italiana persone esperte in supporto tra pari – Aipesp, che intende promuovere questo profilo professionale, a oggi non riconosciuto – o riconosciuto a macchia di leopardo nelle varie Regioni e nei diversi dipartimenti – in Italia. Cosatto sta bene da 15 anni, non prende più farmaci, lavora e svolge questa mansione a titolo volontario, anche per dimostrare, con la sua esperienza, che guarire si può. «Noi siamo testimoni che star bene è possibile», dice, «così come uscire da una crisi e intraprendere percorsi di autodeterminazione».
(link all’articolo completo di Veronica Rossi: https://www.vita.it/il-supporto-tra-pari-e-una-professione/ )

Eros Cosatto, citato nell’articolo, è il protagonista dell’intervista del 21 gennaio 2025 alle ore 18.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.
Nell’ottica di prendere in considerazione diverse prospettive sul tema del disagio mentale, esploreremo insieme in che modo le persone che hanno attraversato la sofferenza e il dolore di una malattia psichica possano essere d’aiuto ai propri pari e cioè a chi si trova attualmente ad affrontare quella sofferenza.

Tesoriere e membro del Consiglio Direttivo AIPESP, Eros è ESP (esperto per esperienza) e Peer supporter. Da oltre 20 anni impegnato nel volontariato in collaborazione con il CSM24H di Gorizia, è inoltre vicepresidente dell’associazione A.M.A.- Linea di Sconfine OdV, cofondatore del Progetto “DolceMente: Vie olistiche alla salute, al bene-essere e alla crescita etico-spirituale”. Attualmente è impegnato nei progetti “Accompagnamento al Recovery” e “TSOS”. Formazione in Mental Health Recovery Star™.
(https://aipesp.it/it/bio/eros-cosatto )

AIPESP è l’Associazione Italiana Persone Esperte in Supporto tra Pari costituita a Bologna il 18 Maggio 2024 dopo 4 anni di lavoro della Rete Nazionale ESP, già promotrice nel 2021 della I Carta Nazionale Esperti in Supporto tra Pari in Salute Mentale.
È un’associazione professionale, di natura privatistica e senza scopo di lucro, che ha sede presso l’Istituzione Minguzzi a Bologna e che nasce dall’idea di regolamentare e garantire una professionalità riconoscibile e specifica per gli ESP. Qui il sito dell’associazione: https://aipesp.it/it

Attraverso la sua storia e la lunga esperienza nel volontariato, insieme a Eros Cosatto ci siamo interrogati sulla possibilità che da un disagio psichico si possa trarre un insegnamento per sé e concretizzare un approccio di supporto da mettere al servizio di chi affronta le medesime difficoltà.

Chi sono gli ESP e qual è oggi il ruolo degli esperti per esperienza? Quale potrebbe essere l’evoluzione per il futuro? Che impatto concreto queste persone hanno nel supportare chi affronta un disagio psichico?


Quella in foto è Salvador de Bahia, un luogo emblematico per Eros Cosatto.

Vorrei cercare di trasferire in parole la suggestione dell’immagine e la forza del racconto di Eros. Prima, però, come sempre mi piacerebbe condividere alcune delle sue stesse parole, quelle che lui ha scelto per raccontare i passaggi cruciali del suo percorso.
Qui di seguito solo alcuni stralci che raccontano una parte dei progetti fatti e l’importanza del suo viaggio in Brasile.

“[…] Nel 2015 mi riavvicino al mondo del volontariato, su richiesta di Marco Bartali, psichiatra in pensione, perché la Ass.ne A.M.A.- Linea di Sconfine era in un periodo difficile per carenza di risorse umane. Marco mi chiede di entrare con lui in modo impegnato, conoscendo alcune mie capacità, proponendomi di diventarne il Vicepresidente, io accetto la sfida e con lui rilanciamo tutta una serie di attività. Fino ad organizzare nel 2020, dopo aver ottenuto un finanziamento ministeriale per il progetto “SconfinataMente” dove il mio ruolo è stato determinante. […]

http://www.amalineadisconfine.it/convegno-sofferenze-psichiche2020

Faccio parte anche del gruppo IIPDW-Italia, (International Istitute Psychiatric Drug Whitdrawal) https://iipdw.org/italy/

La Rete IIPDW Italia conta un centinaio di partecipanti tra psichiatri e medici prescrittori, psicologi, psicoterapeuti, Terp e altri operatori della salute mentale, ma anche Utenti Esperti, Peer Supporter e famigliari. E’ stato realizzato il primo protocollo in Italia per la deprescrizione degli psicofarmaci, un
protocollo condiviso tra le varie figure partecipanti.
In questi ultimi anni il mio impegno e contributo su queste tematiche si è manifestato nella partecipazione alla prima Associazione Nazionale degli Utenti (R.U.N) di cui ero il vicepresidente.
Nel lancio e promozione di un tavolo regionale, del FVG, per la promozione della figura dell’ESP con partecipazione di vari operatori delle tre Aziende Sanitarie e vari ESP.
Nella partecipazione attiva dal 2021 della realizzazione della Rete Italiana ESP, della Carta Nazionale degli ESP e della Associazione Nazionale Professionale AIPESP. […]”

Sull’esperienza del viaggio Eros scrive:
“[…] Un amico, maestro di Qi Gong, che praticavo, mi fece conoscere nei primi anni ’90 alcune sciamane brasiliane, fondatrici di un Villaggio Sciamanico vicino Salvador de Bahia, la “Fondaçao Terra Mirim”, alcune di queste avevano iniziato a venire in Italia per proporre alcuni lavori e seminari. Mi feci coinvolgere subito nell’organizzazione di alcuni e iniziai la mia conoscenza dello sciamanesimo e dell’importanza del riprendere contatto con la Natura, con i suoi elementi, l’importanza della ritualità, delle iniziazioni e dei riti di passaggio. Così fui invitato, nel culmine di una forte fase depressiva, ad andare in Brasile da loro, ci rimasi per sei mesi, fu un’esperienza unica, assolutamente terapeutica, fisicamente e psicologicamente. Ritornai diverso, in vari aspetti. Lì appresi l’importanza di un buon lavoro introspettivo e di autoconoscenza, dove loro sono maestre, dell’importanza di riconoscere e riscoprire i propri talenti, che loro dicono esserci dati, donati per essere posti al servizio del “Grande Proposito”.

Poi ci fu il secondo viaggio di sei mesi in Brasile, dove passai meno tempo in questa realtà sciamanica, e più per conto mio, vivendo il tessuto reale e sociale di un paese straniero, con tutte le sue dinamiche e contrasti, che mi aveva preso il cuore. Anche con il secondo viaggio, ho subito sentito gli effetti positivi del posto, del sole, delle spiagge infinite di sabbia, dell’energia e della forza unica di quelle regioni, di una cultura afro-brasiliana, che sentii e sento, non so perché molto familiare. […]
Anche durante l’ultimo viaggio in Brasile, durante un esercizio introspettivo e meditativo, mi è stato chiaro di essere un “testimone”, di portare la testimonianza che facendo un valido percorso di autoconoscenza è possibile stare bene, ritrovare motivazione, salute e felicità, ma soprattutto è possibile lasciare, abbandonare i farmaci. […]”

A questo punto ci si può chiedere: ma allora serve sempre andare lontano per ritrovare se stessi? Non penso esista una regola uguale per tutti su questo aspetto, ma credo che sicuramente esistono posti speciali che risentono fortemente di una cultura diversa dalla nostra e che ci consentono di guardare noi stessi e la vita sotto una prospettiva completamente inedita. A volte questa prospettiva è assai più profonda rispetto a quella a cui siamo abituati.
Quindi sì, serve spingersi sempre verso la conoscenza e a volte questo può comportare affrontare uno spostamento fisico, una immersione in una lingua e in una cultura diversa per farci perdere apparentemente l’equilibrio ma, di fatto, darci l’opportunità invece di ritrovarlo.


Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista a Eros Cosatto; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.

Il video dell’intervista (link)

Il podcast (Spreaker)

https://open.spotify.com/episode/5CH60feAVI9GghGYnSVNtj?si=o7VODlpaTXKEmsJhA5GG2w


Fare qualcosa di utile per gli altri perché si è attraversato lo stesso dolore e la stessa sofferenza è una vera e propria missione di vita, ciò che ci dona quella motivazione che non bada a tornaconti personali ma alla possibilità di agire concretamente per aiutare gli altri.
In fondo penso sia questa l’unica motivazione vera che rende la vita degna di essere vissuta. Lo riscontriamo anche nel lavoro: a cosa serve compiere attività lavorative che semplicemente arricchiscono un sistema malato dedito al profitto di pochi quando invece sarebbe senz’altro più nobile per tutti noi compiere professioni socialmente utili? Ecco, penso che a questo ad esempio possa servire la tanto odiata intelligenza artificiale. A demandare cioè alle macchine tutte le operazioni ripetitive che non apportano un reale valore aggiunto umano e concentrarci sulle attività di cura, di ascolto dell’altro, di comunicazione volta alla comprensione, di avvicinamento e divulgazione dei temi sociali per arginare davvero le ingiustizie e le disuguaglianze (che non colpiscono solo alcune categorie di persone).
In questo quadro di riflessione su cosa significhi mettersi al servizio delle comunità, il racconto di Eros ruota attorno all’importanza di farsi strumento di aiuto perché questo aiuta automaticamente non solo chi l’aiuto lo riceve ma anche chi lo fornisce, in un circolo virtuoso.
Su questo riprendo di seguito anche alcune parole scritte da Eros.

“[…] Dalle prime fasi e periodi depressivi si sono susseguiti periodi in cui stavo meglio, ma anche bene, per poi sentirmi così bene, da tuffarmi con il mio entusiasmo, in iniziative ed attività per altri eccessive o forse non idonee o adeguate, ma che a me “davano”, davano voglia di vivere, gratificazione ed entusiasmo. Merita citare in una fase, in un periodo di riflessione e ricerca, anche lavorativa, alla domanda che mi posi io stesso, “Eros cosa vuoi fare? Che lavoro vuoi? Dove merita orientarti?” In una riflessione quasi meditativa, o forse lo era veramente, mi diedi una risposta bellissima: “Quello che farei anche gratis, quello voglio sia il mio lavoro”, e così individuai due aree, una l’aiuto e l’assistenza all’altro, e l’altra la cura del corpo nell’area olistica. In quel periodo avevo appena concluso un corso di volontariato presso la Comunità Arcobaleno di Gorizia, animata dal grande don Alberto Denadai, una colonna dell’assistenzialismo, dell’aiuto all’altro, dell’accoglimento del diverso in tutti gli ambiti, soprattutto in quelli più marginali, e fu lui a segnalarmi una richiesta di aiuto che un consorzio cittadino il C.I.S.I., un ente pubblico che si occupa di disabilità, gestisce centri diurni e d una casa famiglia, chiamata Comunità Alloggio. […]
Feci un’esperienza estremamente formativa e bella, un lavoro nel disagio psico-fisico e mentale con persone definite “gravi e gravissime”. […]”

Ed eccolo qui, quindi, il senso e la motivazione che deriva dall’agire per gli altri. In fondo ognuno di noi si può rendere conto di quanto sia potente la spinta motivante che sentiamo quando facciamo qualcosa di utile per gli altri, qualcosa per cui chi abbiamo aiutato ci restituisce lo stupore attraverso un sorriso, una parola. Sapere di poter essere artefici di piccoli sprazzi di luce anche nel buio di certi percorsi difficili ci regala la sensazione di aver fatto qualcosa di necessario, qualche volta di unico. Sicuramente qualcosa che ci fa vivere realmente in pace e con la sensazione che, alla fine, il nostro passaggio in questo mondo possa non essere totalmente inutile.

Eros ed io aspettiamo anche di leggere ulteriori impressioni e pensieri su questo e sugli altri argomenti dell’intervista.

Laura Ressa

Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Narratrice | Operatrice per le politiche attive del lavoro | Esperta in Psicologia del lavoro e Digital Marketing 🌻 Frasivolanti