Le belle energie che Celeste Romero di Acciòn Colectiva continua a regalarmi, mi hanno permesso di scoprire il lavoro condotto da Gilda Berruti e Giorgia Arillotta, protagoniste dell’intervista del 27 marzo 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.

Nell’ambito dei progetti portati avanti da Acciòn Colectiva, un punto di riflessione importante è stato rappresentato anche da alcune esperienze sul diritto alla casa, le quali hanno rimarcato l’importanza della partecipazione dei cittadini nella costruzione di un habitat sano e di spazi pubblici inclusivi.
Al centro dell’intervista a Gilda e Giorgia c’è il tema dell’urbanistica sociale e il ruolo dello spazio pubblico tra riqualificazione, innovazione e contributo della comunità.

Gilda Berruti si è laureata con lode in Architettura nel 2001 presso l’Università di Napoli Federico II con una tesi dal titolo “La questione della sicurezza nella città contemporanea: un approccio criminologico al parco di Scampia”. Nel 2005 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Urbanistica e Pianificazione territoriale, discutendo la tesi intitolata “La forma degli spazi pubblici nella città contemporanea”. È professoressa associata in Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II.
I suoi interessi di ricerca riguardano: gli spazi pubblici nel rapporto tra forma e dimensione sociale, la costruzione sociale del piano, l’ambiente come declinazione della nuova questione urbana. A partire dal lavoro sul campo, sperimentando processi di indagine fondati sull’osservazione e l’ascolto dei territori, ha studiato con crescente interesse il rapporto tra informalità urbane e pianificazione, i luoghi “fuori norma”, caratterizzati da una forma che è difficile misurare.
Socio dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) dal 2007, membro del direttivo dell’INU Campania dal 2013, dal 2014 promuove e coordina il Premio INU Letteratura Urbanistica. Dal giugno 2020 è coordinatrice della community Governance e diritti dei cittadini dell’INU. É membro dell’Association of European School of Planning (AESOP) – Thematic Group “Public Spaces and Urban Cultures”.
[fonte: https://www.docenti.unina.it/gilda.berruti ]
Pubblicazionihttps://www.iris.unina.it/cris/rp/rp11431

Giorgia Arillotta, Dipartimento di Architettura (DiARC), Università degli Studi di Napoli Federico II.
Architetto e dottoranda in “Urbanistica, Pianificazione e Valutazione”. Laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito un master di secondo livello in “Riqualificazione Urbana e Innovazione Sociale” presso l’IUAV di Venezia. Dal 2023 è dottoranda in “Urbanistica, Pianificazione e Valutazione” presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
I suoi interessi di ricerca vertono sui temi dell’esclusione, delle forme di vita non conformi nella città contemporanea e delle politiche e degli strumenti normativi. Collabora con organizzazioni non profit, amministrazioni pubbliche e agenzie, facilitando i processi decisionali collettivi, i percorsi di rigenerazione e le pratiche di coinvolgimento della comunità. Attualmente svolge un soggiorno di ricerca presso l’Institut d’Història de la Ciència dell’Universitat Autònoma de Barcelona.
Pubblicazionihttps://www.iris.unina.it/cris/rp/rp152027

Un ulteriore approfondimento sul sito di Acciòn Colectivahttps://accioncolectivaac.com.ar/jornada-horizontes-posibles-en-salud-mental-comunitaria-visibilizando-experiencias-transformadoras/


Per introdurre gli argomenti dell’intervista, parto da alcune pubblicazioni scientifiche realizzate dalle protagoniste per fornire alcune informazioni che possano essere utili a comprendere il quadro e l’ambito dei loro studi.

Urbanistica sociale, vulnerabilità e costruzione collettiva dello spazio.
Negli studi di Berruti e Arillotta emerge un cambio di paradigma nell’urbanistica contemporanea: la città non è più interpretabile solo come forma fisica o esito di strumenti tecnici, ma come processo sociale complesso attraversato da disuguaglianze, pratiche informali, conflitti e possibilità di trasformazione.

Il filo rosso che connette i contributi è una visione dell’urbanistica come campo di mediazione tra spazio, diritti e comunità, in cui la dimensione sociale non è accessoria ma costitutiva.
Emerge inoltre il rapporto tra forma dello spazio pubblico e dimensione sociale.
Nei lavori legati alla riflessione sugli spazi pubblici e alla costruzione sociale del piano, lo spazio urbano non è mai neutro poiché esso incorpora relazioni di potere, pratiche e dinamiche di inclusione/esclusione.

La pianificazione, di conseguenza, non può essere considerata un atto tecnico ma una costruzione sociale che prende forma attraverso interazioni, conflitti e negoziazioni.
In questo senso, Gilda Berruti propone un superamento dell’urbanistica normativa tradizionale, evidenziando come gli strumenti standard risultino spesso incapaci di leggere i territori reali, soprattutto quelli caratterizzati da informalità e “fuori norma”.

Nel volume dal titolo “Territorios segregados y (des)gobernanza urbana” sui territori segregati (Napoli, Madrid, Barcellona) emerge che le città contemporanee sono attraversate da crescenti dinamiche di segregazione socio-spaziale e che tali dinamiche sono strettamente legate a una crisi dei modelli di governance urbana.

Gli studi evidenziano che:

  • la vulnerabilità urbana non è solo economica ma anche legata all’accesso ai servizi, alla mobilità, alle condizioni ambientali
  • esiste un disallineamento tra scala dei fenomeni urbani, scala delle politiche e degli strumenti di governo.

Questo “scollamento” produce una (dis)governance urbana, incapace di affrontare fenomeni complessi come marginalità, informalità e nuove povertà.

In questo contesto il contributo specifico di Gilda Berruti sottolinea il ruolo di pratiche alternative come:

  • riuso sociale di beni confiscati
  • pratiche informali di appropriazione dello spazio

Un punto centrale della ricerca di Berruti è anche la rivalutazione delle informalità urbane.

Tradizionalmente viste come problemi da regolare o eliminare, queste pratiche vengono reinterpretate come indicatori di bisogni non soddisfatti, forme di adattamento sociale, laboratori spontanei di innovazione urbana.
L’informalità diventa quindi uno strumento di lettura critica della città: non ciò che sfugge alla pianificazione, ma ciò che ne rivela i limiti.

Dai materiali della Conferenza SIU 2019 è emerso inoltre che il diritto alla casa resta una questione irrisolta, che la polarizzazione urbana cresce insieme alla disuguaglianza nell’accesso ai servizi e che la sostenibilità urbana non può essere disgiunta dalla giustizia sociale.
In questo scenario la qualità dello spazio pubblico, le politiche abitative, i modelli di welfare urbano sono profondamente interconnessi.
L’urbanistica sociale è un campo che tiene insieme il concetto di abitare, lo spazio pubblico, i diritti e l’accessibilità.

Nei contributi più recenti, Berruti amplia lo sguardo alla relazione tra città e territori rurali. Le evidenze principali mostrano che le campagne, storicamente marginalizzate o sfruttate, stanno tornando centrali ed emergono nuove forme di agricoltura urbana, economie circolari, comunità territoriali.
Questo processo è descritto come una sorta di “ritorno delle campagne” legato alla crisi climatica, alle crisi alimentari e alla necessità di modelli sostenibili.
Tuttavia si evidenziano anche forti criticità, come la frammentazione dei suoli, l’uso improprio delle aree agricole, l’espansione urbana distorta.

La sfida diventa quindi costruire una nuova alleanza tra città e territorio, basata su prossimità, sostenibilità e cura.

Il lavoro di Giorgia Arillotta si inserisce in questo quadro con un focus specifico sulle forme di esclusione urbana, sulle vite non conformi e sui processi decisionali collettivi. Le sue ricerche evidenziano che la città contemporanea produce continuamente soggetti marginali che spesso non trovano rappresentazione negli strumenti normativi.
Il nodo centrale diventa allora la disconnessione tra norme e realtà sociale.

Un altro contributo importante riguarda l’analisi critica dei processi partecipativi. Giorgia Arillotta mostra che la partecipazione è spesso dichiarata ma non sostanziale e che esiste una distanza tra i dispositivi istituzionali e le pratiche reali messe in atto dalle comunità.
Tuttavia, quando funziona, la partecipazione può attivare processi di rigenerazione autentici, costruire decisioni condivise e rafforzare il senso di appartenenza.
La facilitazione rappresenta una pratica chiave non solo per coinvolgere ma anche per tradurre bisogni e conflitti in decisioni collettive.

Gilda Berruti e Giorgia Arillotta condividono un approccio metodologico preciso che mette al centro il lavoro sul campo, l’osservazione diretta, l’ascolto e l’interazione con i territori.
Il contributo di Berruti e Arillotta costruisce una prospettiva fondata sull’attenzione alle disuguaglianze, sulla valorizzazione delle pratiche informali, sulla centralità della partecipazione e sull’integrazione tra dimensione urbana e territoriale.
In tale visione, lo spazio pubblico non è solo un luogo fisico ma uno spazio politico, sociale e relazionale in cui si gioca il diritto alla città.

La città è un sistema relazionale fatto di pratiche, conflitti, adattamenti. La pianificazione è un processo sociale e non solo tecnico, ma anche politico e collettivo. Le marginalità sono centrali e non periferiche e rivelano le contraddizioni urbane.
Le comunità sono attori fondamentali e non destinatari passivi, ma co-produttori dello spazio.

Fonti di approfondimento:

https://www.iris.unina.it/retrieve/1be5cc70-3541-43bf-87ce-946ebce6bae4/Book%20of%20abstracts%20The%20future%20is%20resilient%20Transformative%20change%20through%20civic%20engagement.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/278dbdd7-dafc-48d3-9dbc-d0cde710ffc6/indice%20e%20paper_Atti_XXVI_Conferenza_SIU_Napoli_Vol.01_Formato-Attademo_Planum_Publisher_2025.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/f730b556-2985-4ec1-8f3a-65da1192b0d4/Vingelli_Arillotta_Working%20paper%20urbanit.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/d7e0312d-47ca-4d8a-8502-ee8a1d88c8ed/Atti_XXII_Conferenza_Nazionale_SIU_Matera-Bari_INDICE_Planum_Publisher_2020.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/e268a733-cab0-4c8f-e053-1705fe0a812c/CRIOS%2021%20%28editoriale%2bindice%29.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/0e6b368f-6363-4b16-b336-7ffb2b5525ce/Berruti%20Territorios_segregados_NAP-MAD-BCN_digital%20copia.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/e268a733-834d-4c8f-e053-1705fe0a812c/CRIOS%20%2322%20%28editoriale%2bindice%29.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/af3ffee7-e27e-421c-93e4-616abeebe8d5/estratto%20pubblicato.pdf

https://www.iris.unina.it/retrieve/d412aeb5-86d7-49b3-95f3-776ff9add782/Atti_XXVI_Conferenza_SIU_Napoli_Vol.02_Gerundo-Berruti_Planum_Publisher_2025-1-9.pdf


Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista a Gilda Berruti e Giorgia Arillotta; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.

Il video dell’intervista (link)

Il podcast (Spreaker)


Due generazioni diverse ma due visioni che si combinano perfettamente quelle di Gilda Berruti e Giorgia Arillotta.

Il confronto con i loro punti di vista e con le loro differenti esperienze di vita e di lavoro mi ha concesso la possibilità di esplorare il tema dell’urbanistica sociale per comprendere che ruolo cruciale possa svolgere la comunità nel processo di rigenerazione dei luoghi. Inoltre un altro spunto interessante di questa conversazione è stata la riflessione sul significato che diamo alla parola “luogo” e sul bagaglio di ricordi ed emozioni che certi luoghi fisici costruiscono nel nostro mondo interiore.

Sono stata felice che Giorgia, verso il termine dell’intervista, abbia voluto rivolgere una domanda anche a me chiedendomi quale sarebbe il primo luogo della mia città che la porterei a visitare se le facessi da Cicerone. È stato un esercizio inaspettato e utile, un esercizio che consiglio di fare a chiunque sforzandosi di immaginare la risposta e il motivo di quella risposta, sforzandosi di fare caso ai luoghi e al significato che hanno per noi e per la comunità.

Laura Ressa

Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Narratrice | Operatrice per le politiche attive del lavoro | Esperta in Psicologia del lavoro e Digital Marketing 🌻 Frasivolanti