Sparpagliati in grandi aree di sosta, gli sguardi dei viaggiatori che attendono che il bus riparta sono scene di un film in bianco e nero. Un sipario di occhi, il fermo immagine scintillante di un kolossal con i protagonisti che si salutano dal finestrino sventolando un fazzoletto bianco.
Un’occhiata al vuoto e poi una all’autista per scorgere il suo cenno sicuro quando sarà tempo di risalire per riprendere il viaggio da dove era stato interrotto.

Sono sguardi che attendono di arrivare o di tornare, si fermano e fissano la luce che si staglia oltre il paesaggio. Quegli occhi sembrano somigliarsi ma in ognuno di essi c’è un lampo diverso, come i raggi di sole in un tramonto: sembrano identici, in realtà sono gemelli eterozigoti con tracce di rossiccio un po’ diverse nelle pieghe del sorriso.

Lo sguardo di alcuni si allunga, mentre altri consumano voracemente un pacco di biscotti o raccontano la propria vita al passeggero di fianco.
Fumano sbuffando fuori piccole bolle d’aria grigia che volano via. I loro volti, per un attimo, vengono offuscati dalle nuvole di fumo per poi riapparire nitidi: pupille puntate in alto, polpastrelli che si massaggiano mentre le dita morbidamente sorreggono la sigaretta giunta quasi al termine.

A momenti alterni si guardano intorno cercando di capire quando arriverà il momento di spegnere.

Le soste alle stazioni di servizio sono simili a paesaggi visti dal finestrino: puoi avere il vetro appannato ma ogni paesaggio ti restituirà l’immagine che hai dentro, una copia carbone di te in formato cartolina da un altrove che ancora non hai mai conosciuto.
Come i paesaggi che scorgi dal finestrino, i viaggiatori che attendono nelle aree di sosta hanno qualcosa in comune.

Quei grandi spazi sono il limbo nel quale, tutti insieme, aspettano. La strada può rivelare insidie, la sosta invece ferma il tempo in una parentesi rassicurante.

Nelle stazioni di servizio sei in un tempo che non esiste, in un luogo indefinito: né appena partito, né appena arrivato. I souvenir e le cartoline sono disposti sulle mensole impolverate accanto ai deodoranti a sottolineare che la strada è lunga e che un giorno avrai bisogno di un oggetto che ti faccia ricordare di quel viaggio.

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Laura Ressa

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Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Crea Racconta Ricrea