Il 2020 sarà palcoscenico della settima edizione della Notte del Lavoro Narrato, una splendida iniziativa ideata da Vincenzo Moretti e di cui su Frasivolanti ho parlato spesso e volentieri. Qui potete leggere cosa ho scritto:
#LavoroNarrato – È tempo di fare bene le cose perché è così che si fa
Notte del Lavoro Narrato 2019 – Premessa, Promessa, Scommessa
“Quando ero bambino…” – Appartenenza e identità nella nostra Notte del Lavoro Narrato

Riprendo le fila del discorso che cominciai nel 2018 con la mia prima Notte del Lavoro Narrato, e ora sono impaziente di pensare a cosa realizzare per l’edizione 2020.
Nel frattempo, per farvi sapere che ci sarò anche quest’anno insieme a Vincenzo e insieme a tutti quelli che vorranno partecipare, vi racconto cosa mi resta della scorsa edizione.
Al termine della Notte del Lavoro Narrato del 30 Aprile 2019, tornai a casa svuotando il mio zaino. Caddero per terra alcuni quadratini di carta colorata su cui io e i miei colleghi quella sera scrivemmo le nostre parole del lavoro.
Erano tante. Le conservo ancora tutte in un cassetto insieme ai pennarelli che usammo.

Pensavo di aver raccolto tutti i quadratini di carta che mi erano caduti finché, qualche tempo fa, mia madre non ne trovò due sotto il mio letto. Su uno c’era scritto “Credibilità” e sull’altro “Gioco (regole del)“.

Li ho tenuti in bella vista sulla mia scrivania per tutti questi mesi, ma all’epoca presi come un segno il fatto di averli ritrovati: quel ritrovamento fortuito mi fece pensare che qualcosa della Notte 2019 meritava di essere scritto, detto, condiviso ancora una volta.
Ho avuto la sensazione, insomma, che quei due fogli di carta volessero dirmi ancora qualcosa.

Ho lasciato passare altro tempo. Intanto, di giorno in giorno, vedevo quei foglietti lì sopra: così le parole Credibilità e Gioco si sono fatte largo sempre più nella mia testa come un mantra. Complice anche il fatto che prima di lasciare una stanza, controllo almeno una ventina di volte tutti gli oggetti presenti in essa.

Credibilità e Gioco.
Sembrano due parole così distanti eppure, se ci fermiamo a guardarle bene, se le mettiamo insieme capiamo che il gioco è un’attività molto seria e che mette in campo anche la Credibilità. Nei bambini aiuta lo sviluppo di capacità di ragionamento e motorie, negli adulti è tutto questo ma anche la possibilità di tornare bambini oppure di vedere una situazione da un punto di osservazione diverso rispetto a quello convenzionale.
La parola Gioco infatti non è da intendere solo come momento svago. Il gioco è tutto ciò che ci fa crescere, è soprattutto la scelta di seguire delle regole, di incontrarsi su un terreno comune, di rispettare l’avversario e il compagno di squadra. E difatti non a caso per la Notte del Lavoro Narrato dello scorso anno questi due termini furono al centro delle nostre discussioni.

Nel Gioco serve Credibilità perché il compagno di squadra deve potersi affidare a noi ciecamente, deve sapere di avere con sé una persona capace e non solo desiderosa di svagarsi. Pensiamo ai giochi di società, o anche alle discipline sportive che certamente non sono semplici giochi ma che racchiudono anche tutte le componenti positive del gioco di squadra o della sfida con se stessi.
Ricordo un gioco a cui partecipai molti anni fa durante un campo estivo: la sfida era riuscire a compiere un percorso in due. Una persona guidava l’altro, l’altro nel frattempo era bendato e non poteva guardare dove metteva i piedi.
Questione di fiducia, dunque: come nel lavoro, come quando dobbiamo affidarci a un professionista, a un medico, o ad un collega per portare a termine insieme un compito che richiede l’apporto congiunto di competenze. 

Se giochi rischi di non essere credibile? Dipende dai giochi che fai e dal modo in cui li metti in atto. Dipende poi anche dagli scopi che ti poni quando giochi. 
A me, ad esempio, piace da sempre comporre giochi di parole mentre dialogo con le persone. Metto sempre alla prova questa capacità: a volte mi riesce bene e altre volte no. Calibro il tiro, cerco di capire con chi posso osare un gioco di parole e con chi devo evitare di farlo e parlare senza inutili iperboli linguistiche.

Il gioco (di parole e non) può renderti credibile agli occhi degli altri, a patto che tu sia abbastanza intelligente da capire e adattare di caso in caso: modalità, tempi, persone con cui farlo, e naturalmente le regole del gioco. 
Il gioco inoltre svela gli obiettivi e l’identità delle persone. Esiste un gioco interessante di cui apprezzo l’idea alla base, si chiama Lupus in tabula. Si gioca in più persone (il numero ideale di partecipanti è 10) e consiste nel far rivestire a ciascuno i panni di un personaggio diverso.
Il narratore resta super partes e non partecipa al gioco ma narra le varie azioni che i giocatori devono seguire. Inoltre decide a quali persone assegnare i vari ruoli e l’aspetto curioso da osservare è appunto il modo in cui ogni persona si comporta a seconda che rivesta il ruolo di personaggio buono di cattivo.
Si tratta di un gioco di ruolo naturalmente, e come tale svela molte informazioni sui partecipanti.

Ogni giorno, al lavoro ma anche in molti altri contesti, siamo immersi in un gioco di ruolo in cui decidiamo se vestire i nostri veri panni o modificarli più o meno a seconda delle situazioni e delle persone.
Quindi vivere, in fin dei conti, è un gioco. Ma per farlo serve credibilità, altrimenti rischieremmo di essere presi in giro o di diventare giullari di corte con cui farsi due sane risate, ma prive di fondamento e poco utili a instaurare rapporti di fiducia.

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i miei foglietti ritrovati


Cosa rimane allora di quei miei ritagli di carta colorata conservati per lungo tempo sulla scrivania?

Resta un confronto, quello della Notte del Lavoro Narrato 2019, resta la certezza che ogni occasione di dialogo ci lascia uno strascico lungo e duraturo. Resta soprattutto la consapevolezza che certe parole, scelte o trovate per caso, possono aprirci varchi inaspettati.

Non avrei mai immaginato di ritrovare sotto il mio letto proprio quelle due parole. Mi sono chiesa persino perché io abbia perso sotto il letto proprio quelle e non altre parole.
Mi sono data una risposta, che forse riesce a dissipare le mie paure sul mio amore per i giochi di parole e sulla possibilità di dire e fare cose sbagliate al momento sbagliato.

Mi sono detta che il gioco è una cosa seria, ma non puoi giocare se non conosci le regole, gli avversari e i compagni di squadra. Se giochi senza regole sei sprovveduto, oppure non sei credibile. E allora mi dico che, sì, si può giocare (anche sul lavoro) e non devo avere paura di farlo. Perché il gioco è la nostra stessa vita, perché giocare non vuol dire non essere seri ma essere intelligenti in modo creativo, con una bussola fatta di tante facce che somiglia a un poliedro.
Giocare con la lingua, con le parole, con le competenze, con le esperienze è poter creare prospettive sempre diverse e metterle alla prova. Ma vuol dire anche non strafare a modo proprio, altrimenti sarebbe un gioco in solitaria.

Gioco e Credibilità: cosa mi lasciano oggi queste due parole in vista della Notte del Lavoro Narrato 2020?
Mi lasciano un istinto temerario, la certezza che si possa giocare con credibilità e intelligenza. E mi lasciano poi un insegnamento da portare con me: a volte proprio nel dualismo troviamo l’incastro perfetto. Sarebbe stato troppo facile trovare insieme Serietà, ad esempio, e Gioco. Devo imparare a guardare al lato meno convenzionale delle cose. E in questo modo di certo anche il lavoro diventa una sfida prima di tutto personale.

E verrebbe da porsi un interrogativo: tutti questi buoni propositi vanno bene, ma chi li insegna agli altri? Chi li insegna ai colleghi, ai manager, alle persone che occupano ruoli decisionali o semplicemente (come tutti) sono protagonisti del gioco del vivere comune? La risposta è semplice: possiamo cominciare a farlo noi.
Magari cominciamo proprio adesso a far capire a tutti che Gioco e Credibilità stanno benissimo insieme!

 

 

Laura Ressa

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Copertina: i foglietti colorati che ho ritrovato con su scritto “Gioco” e “Credibilità”

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Crea Racconta Ricrea