io con il libro che mi ha donato Giacomo

Conoscete quella sensazione che vi si crea quando scrivete tante parole ma non vi vengono mai in mente quelle giuste? Quelle poetiche, quelle che fanno sognare e immaginare. Volevo scrivere una lettera, ma sapete quanto sia difficile scrivere una lettera a qualcuno/qualcosa che è sia un insieme di persone che un programma di incontri online?

Ci ho provato, ma il francobollo aiutatemi voi a incollarlo. Non so nemmeno dove spedirla questa lettera, chissà a quale indirizzo arriverà. Magari a quello di tutti, perché sfoglino le parole e le facciano proprie. Perché capiscano che chi sta male vorrebbe solo un giorno normale. Forse anche solo uno basterebbe.


Caro PERMANO, cara entità indefinita a metà strada tra un gruppo di persone e una serie di incontri, a fine marzo sei andato via.
In realtà il tuo nome si scrive così PER. M.ANO, e vuol dire “Percorsi Manicomiali Anomali”.
Dal 6 al 31 Marzo 2021 sei stato per me e per chi ti ha seguito un intenso addentrarsi alla scoperta di alcuni manicomi italiani in 10 incontri online organizzati da Giacomo Doni, da anni impegnato nel recupero della memoria storica manicomiale italiana.

Nella tua edizione 2021 ti ho conosciuto per la prima volta. So che c’è stata un’altra edizione nel 2020 e conto di recuperare anche quella, non preoccuparti. A te ci tengo ormai: sei un vero amico!

Sento uno strano magone da quando sei andato via perché in questi mesi, grazie a Giacomo Doni che ti ha messo al mondo come un digital Geppetto, ho conosciuto persone che mi hanno regalato visioni nuove sul disagio psichico, riflessioni sulla rinascita, input metodologici e scientifici. Persone che mi hanno raccontato e mostrato il loro stesso disagio, la ragione per cui erano lì, la bellezza del teatro nel processo di cura, l’importanza della memoria per evitare che il male fatto agli altri riaccada.
Persone che mi hanno avvicinato al tema dello stigma e alle possibili soluzioni per eliminarlo finalmente e non percepirlo più come una macchia indelebile che definisce le malattie mentali. Ogni giorno chi porta addosso i segni di questo stigma trasporta sulle spalle massi troppo pesanti per una persona!

Se qualcuno sta male, non è colpa sua. E forse proprio la ricerca di un colpevole ha reso per tanto tempo la malattia un tabù, un mistero senza colpevoli troppo strano da sopportare, troppo doloroso da guardare negli occhi.
Eppure in quegli occhi c’è tantissima vita, tanta voglia di esserci, di essere presenti a se stessi.


Vorrei rendere omaggio a tutto questo, vorrei rendere omaggio a te, mio caro PER MANO, che in tanti pomeriggi o serate mi hai narrato storie che non conoscevo, mi hai letto le lettere mai spedite dai manicomi e la storia di Mario e Luigina che mi ha fatto commuovere per quanto sia forte il potere dell’amore.

Vorrei che tu non finissi: mi sento come al termine di una gita a scuola. Te la ricordi quella sensazione?
Quando la gita finiva, ero felice di rivedere mamma e tornare a casa. Posavo lo zaino, toglievo il cappotto e poi, dopo un istante di felicità, sprofondavo nella tristezza perché avrei voluto correre ancora verso l’autobus. Riavvolgere il nastro della giornata e ritornare al momento della sveglia al mattino.

Scusami PERMANO ma in questa lettera voglio raccontare anche a cosa sei servito, qual è stato il tuo effetto su di me, cosa ci porteremo, come ti sei insinuato nelle nostre vite.

Da dove nasce l’idea di una serie di incontri sulla memoria manicomiale?

A Giugno del 2020, in pieno periodo pandemico, PER MANO è venuto alla luce come una serie di video incontri in streaming.
Per il primo test gli incontri furono 5 ma la risposta fu tanto entusiasta da convincere Giacomo Doni a bissare l’esperienza anche per il 2021, in partnership con La Fondazione Mario Tobino di Lucca.

Come abbiamo partecipato?

Tutto è partito con una raccolta fondi su Produzioni dal basso per garantire supporto agli attori e artisti della memoria.
Per accedere ai contenuti dunque abbiamo fatto una donazione sul portale a sostegno del progetto.

L’obiettivo dell’iniziativa – il tuo obiettivo caro amico PERMANO – è combattere il silenzio, rendere il digitale veicolo di memoria e incontro.
Giacomo Doni in questo ci ha visto lungo perché la sua iniziativa ha davvero rappresentato una nuova forma di aggregazione, di ascolto reciproco, di racconto, di libertà nella condivisione delle proprie sensazioni ed esperienze. Punto di confronto tra professionisti, attori, addetti ai lavori, ex utenti dei manicomi, persone che hanno a cuore il tema della memoria manicomiale.
Mi spingo oltre: io dico che Giacomo ha proprio creato un gruppo di auto e mutuo aiuto, una comunità reale seppur digitale. E chiunque abbia preso parte a PER MANO 2021 porterà per sempre una traccia pulsante e indelebile di ciò che è stato detto, scritto, visto, recitato, letto.
Nella chat, durante gli incontri, trasudava ed emergeva il coinvolgimento. Tanto che ho proposto a Giacomo di realizzare una sorta di raccolta delle impressioni e degli scambi avvenuti in quelle occasioni. Certo, c’è la questione privacy da tenere in conto, ma non credo sia impossibile farlo.

Dal 6 al 31 Marzo 2021 il mio WhatsApp ha avuto di nuovo un senso!

Per rendere agevoli le comunicazioni di servizio, Giacomo ha attivato un gruppo Facebook privato e un gruppo WhatsApp. Ha realizzato e condiviso dispense di approfondimento e ha gestito tutto con grande sensibilità, in un periodo delicato della sua vita.
Da quanti gruppi ogni giorno vorremmo uscire? In quanti di questi gruppi da anni ci resistiamo dentro con i buongiornissimi solo per non offendere nessuno o per non fare capire che ci siamo stancati di quelle persone?
Viviamo di ipocrisie, questo è certo.
PERMANO, tu forse non lo sai ma noi umani amiamo essere ipocriti. Non siamo tutti così però, in questo nostro piccolo spazio io ad esempio ho trovato tutto ciò che avrei sempre voluto trovare nelle situazioni digitali. Quello che sto sperimentando, seppur in forma differente, nella Piccola Scuola Jepis Bottega.

Cosa porto con me e perché vorrei non finisse qui

Non è semplice dire quante cose voglio portare con me. Lo zaino non è abbastanza capiente, quando si torna a casa da certe gite lo zaino straborda e la mente non sa come incasellare il mare di sentimenti che la pervadono.
Riempio la mia sacca, che a questo punto non è più uno zaino, soprattutto di parole ma anche di impercettibili immagini e oggetti del cuore che non si possono descrivere a parole.

Perché è essenziale la scelta di Giacomo di chiudere ogni canale online di PERMANO

Il pensiero di Giacomo Doni è quello di preservare le cose belle. Un pensiero che pervade ciò che fa e quel che scrive. Preservare, aver cura, manovrare con gentilezza, avere pazienza, ascoltare, raccogliere testimonianze. Il suo è un lavoro che presuppone una grande quantità di pazienza e apertura al mondo. Devi essere curioso ma anche imparare a non strafare, devi cercare la bellezza ma in mezzo ai tanti ostacoli della burocrazia.
Questa attitudine ha dato a Giacomo gli strumenti per capire che i gruppi, lasciati aperti senza uno scopo, finiscono per morire. La gente si stanca, esce, oppure si sente in obbligo di restare.
Chiudere adesso i gruppi per poi ritrovarci in un nuovo PERMANO è la scelta giusta! E Giacomo in questa visione mi ha stupito facendomi riflettere sulle pratiche invece tanto comuni, in cui le persone si frequentano solo per tornaconto, interesse, stanchezza, abitudine.


il dono finale

Caro PERMANO, voglio raccontarti ancora un’altra cosa prima di chiudere questa lettera nella busta e spedirla.

Come vedi a volte ti scrivo tutto attaccato, a volte stacco le due parti. Il tuo nome non è una fortuita casualità ma una scelta del tuo creatore digitale, il tuo digital Geppetto. E il bello è che il tuo nome si può scrivere in entrambi i modi.

Il 2 Aprile io e gli amici di questo viaggio ci siamo salutati in video dandoci appuntamento al prossimo anno, promettendoci di non perderci di vista e osservando sfondi che andavano dal muro di casa alla libreria, fino al mare. Con in mano una bottiglia di birra o un bicchiere di vino, abbiamo brindato, sì.
E quelle parole di augurio distante suonavano come le dolci promesse che si fanno quando la scuola finisce o termina un cammino e ci si deve lasciare per poco o molto tempo.
A volte accade che ci si saluti per sempre. A volte ci si saluta per l’ultima volta e nemmeno lo si sa.
Spero ovviamente che non sia il nostro caso!

PER MANO, sei arrivato come un dono che ho fatto a me stessa. Te ne sei andato come un dono che tante persone hanno fatto a me. Giacomo Doni poi ha messo la ciliegina, ha saputo restituire la meraviglia del suo lavoro e ha tradotto tutto questo in un dono finale che si tocca con mano: il suo libro fotografico “Anime di Cartapesta” corredato da una splendida lettera.

Come scrive Giacomo nella sua ultima newsletter: “Intensità ed emozioni, stanchezza e frustrazione, speranza e felicità sono alcune delle miriadi di sensazioni che ho provato in questo periodo.”

E per finire – adesso davvero – caro PERMANO voglio scriverti le ultime parole della lettera che Giacomo mi ha inviato insieme al libro. Queste parole raccontano cosa quel libro gli ha insegnato.

“Mi ha insegnato a non arrendermi.
Ad andare avanti indipendentemente e nonostante.
A non fermarmi al primo ostacolo, anche se sembra insormontabile, perché quello che a prima vista ci sembra un ostacolo, può essere un trampolino di lancio travestito.
Spero tu possa trovarlo di ispirazione.”

Caro amico, non sai quante volte in questi ultimi anni della mia vita ho provato un peso enorme sul cuore ogni volta che la mattina dovevo alzarmi dal letto. E non per il troppo sonno, ma per tutto quello di cui mi sono privata nel tempo e che ora pare stringermi in una morsa.

Ma tu non preoccuparti per me. In cambio nella vita ho conosciuto tante meraviglie. E tu sei una di queste, amico mio.

Ti abbraccio e ci rivediamo nel 2022!

Spedisco questa lettera al mondo, a me, a chi soffre, a chi attraversa il male e lo fa semplicemente continuando a camminare.

io con il libro che mi ha donato Giacomo

Laura Ressa

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Copertina: io con in mano il libro che mi ha donato Giacomo

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Marketing Specialist 🌻 Narratrice artigiana su Frasivolanti e nella Piccola Scuola Crea Racconta Ricrea