Se nel corso di una giornata riesco a trovare l’ispirazione per scrivere, raggiungo l’apice della soddisfazione. Se nell’arco di una giornata, poi, riesco anche a pubblicare online qualche mio scritto, sperimento una decisiva scarica di endorfine che mi fanno sentire bene, che mi fanno percepire che ho concretizzato qualcosa di importante, che ho lasciato a qualcuno (o anche solo al mondo della rete) i miei pensieri. E sento che i pensieri, in quel modo, sopravvivranno a me: questa idea mi fa sentire viva.

Per me dunque non è solo la scrittura in sé ad essere strumento utile per la felicità, lo è anche la condivisione di questa spinta vitale che fa muovere le mani per mezzo del cervello e che fa esplodere i pensieri al fine di far loro assumere forme leggibili e componibili, da imprimere o da cancellare.

La scrittura ci salva e vorrei spiegare perché

Lo avrai sentito dire molte volte che qualcosa ti salva. Studiare ti salva, cantare ti salva, urlare ti salva, fare sport ti salva. Paradossalmente anche le esperienze più negative, tirando le somme, alla fine scopri che possono salvarti. Potenzialmente, dunque, tutto ci può salvare e, come dicono certi vecchi saggi, l’esito di quel che ci accade si gioca sul modo in cui affrontiamo la vita con i suoi colpi, le sue avversità e le meraviglie che ci riserva.

Con la scrittura si gioca, però, una partita diversa. La scrittura ti spoglia, ti rende inerme, sposta ogni volta più in là l’asticella di quel che puoi e vuoi mostrare del tuo mondo interiore. Questo vale per chiunque, avviene a tutti, anche a chi scrive storie inventate. Di fronte alla penna e di fronte alle parole, siamo nudi. Siamo esseri che emettono ogni volta, alla prima parola di uno scritto, il primo vagito, il primo urlo d’ingresso alla vita. Scrivere è incipit di ogni cosa, e ogni volta che cominciamo a muovere la penna sul foglio oppure le dita sulla tastiera, il mistero della nascita fa nuovamente capolino nella nostra vita. Vale sempre, qualsiasi sia la nostra età, a qualunque ora, giorno e anno appartenga il nostro primo vero vagito nel mondo.

Perché, quindi, la scrittura è salvifica? Perché in quella nudità a cui ci espone, ci rende veri, reali, presenti. Ci rende però anche bersagli facili nel mirino di un bravo cecchino. Dunque la scrittura può essere anche pericolosa perché ci espone, ci rende ben visibili, individuabili, e spesso ciechi di fronte a pericoli evidenti.

Eppure ci salva. Proprio quando il cecchino ci colpisce, quando la mente altrui ci legge, quando il nostro sguardo rielabora e corregge, siamo solamente noi di fronte a noi stessi e ci riconosciamo. Siamo cioè quel che davvero resta di noi oltre il vestito e la carne, oltre le maschere e le sovrastrutture.

Chi ha la fortuna di vedere se stesso, di spogliarsi di tutto per lasciar vagare sulle parole solo i propri pensieri, sa che la scrittura può salvare anche quando sembra che ci stia facendo affogare o che ci stia colpendo in pieno viso attraverso un’arma di precisione e un grilletto ben addestrato.

Gli effetti della scrittura

L’articolo La scrittura espressiva ci aiuta a stare meglio illustra come la scrittura faciliti l’elaborazione dei ricordi traumatici aiutandoci a integrare le rappresentazioni di noi stessi, del mondo e degli altri. “Ci consente di osservare gli eventi con il giusto distacco e di costruire un nuovo punto di vista su di noi. L’esplorazione dei ricordi traumatici ci aiuta a trovare una sorta di coerenza narrativa, permettendoci di metabolizzare e trovare un significato nell’esperienza vissuta.

L’articolo prosegue specificando che:

[…] L’effetto immediato della scrittura espressiva è generalmente rappresentato da un incremento a breve termine dello stress, dell’umore negativo e di sintomi fisici; più si riesce ad andare in profondità con la scrittura più questi effetti aumentano.

Ma dopo l’iniziale momento di stress, l’utilizzo della scrittura come strumento di espressione emotiva e di rielaborazione delle esperienze, presenta diversi benefici a lungo termine:

  • diminuzione delle richieste di consultazione medica dovute allo stress
  • incremento del funzionamento del sistema immunitario e del funzionamento polmonare
  • riduzione della pressione sanguigna
  • innalzamento del tono dell’umore e dell’affettività
  • sensazione di maggiore benessere psicologico
  • riduzione dei sintomi depressivi, dei pensieri intrusivi post-traumatici e dei sintomi di evitamento
  • riduzione dell’assenteismo sul luogo di lavoro
  • miglioramento della memoria, delle performance sportive e della media scolastica. […]

In Caro Diario Terapeutico: Usare Il Potere Della Scrittura altri spunti interessanti:

[…] Sono diverse le ricerche che ne mostrano la ricaduta benefica e tutelare sulla salute psicofisica. Pennebaker, uno dei più recenti studiosi del potere della narrazione (self-disclosure – auto-rivelazione o rivelazione del Sé), ha condotto numerosi esperimenti in proposito: nel suo libro Scrivi cosa ti dice il cuore. Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé riporta la conclusione che esteriorizzare il vissuto legato a uno o più eventi di vita stressanti consente di elaborarli consapevolmente.

È noto che le esperienze traumatiche, se non esteriorizzate ed elaborate correttamente, incidono negativamente a livello neurovegetativo, ormonale e immunitario, nonché a livello psichico generale. Pennebaker ha visto che scrivere in modo narrativo, quindi non frammentario e disorganizzato, trasforma ricordi, motivazioni, emozioni, sensazioni e pensieri in una struttura linguistica con una precisa dimensione spazio-temporale, permettendo di confrontarsi con essa per arrivare progressivamente a cambiare il modo di porsi con sé, gli altri e il mondo. […]”

[…] King ha sostenuto che in merito alla self-disclosure ci sono 2 certezze: che scrivere porta dei benefici alla salute e che nessuno sa veramente perché.

Ecco 3 ipotesi tra le più accreditate:

  1. La prima sostiene che scrivere aiuti concretamente a rendersi conto del proprio stato di salute e dei propri comportamenti, riducendo così quelli dannosi. Ad esempio, Smyth ha visto che gli alcolisti che scrivono pensieri ed emozioni relativi alla giornata berrebbero di meno. Tuttavia, anche alla luce degli effetti appena descritti, questa spiegazione appare un po’ limitata.
  2. Una seconda ipotesi sostiene che una generale apertura ed espressione di sé possiede un valore benefico, come mostrano la catarsi e l’esteriorizzazione delle emozioni. Ma la ricerca su questi due fenomeni non ne ha dimostrato un inqualificabile valore clinico quando non fosse anche accompagnata da elaborazione cognitiva.
  3. La terza ipotesi, ad oggi più accreditata, dà un valore centrale alla riorganizzazione di pensieri ed emozioni tramite la traduzione in parole. Proprio Pennebaker ha costruito uno strumento apposito (l’Indagine Linguistica e Conteggio delle Parole – LIWC), scoprendo che chi scrive di traumi passati gradualmente riporta sempre più parole positive nel testo e sempre meno negative, con riferimenti crescenti a cause e spiegazioni (ricordi la frase di Nietzsche?). […]”.

Come esercitare la scrittura?

Sul sito di IGEACPS (I benefici della scrittura creativa per il benessere mentale) alcuni consigli pratici che riporto di seguito.

[…] è importante ricordare che non esiste un’unica forma di scrittura creativa e nessuna forma è da considerarsi migliore o preferibile a un’altra: ognuno può scegliere quella che trova più congeniale e affine ai propri interessi e alle proprie esigenze.

Un buon punto di partenza può essere prendere l’abitudine di tenere un diario, in cui scrivere -e descrivere- ciò che è accaduto durante la giornata e le emozioni legate a quegli avvenimenti.

Un’alternativa, molto simile, è quella di scrivere lettere a una persona cara o che in quel momento ha un significato importante (positivo o negativo), senza spedirle, in modo da esprimere liberamente le proprie emozioni, rivolgendosi direttamente al diretto interessato.

Un altro esercizio è quello di affiancare alla propria lista delle cose da fare una lista delle cose fatte. Molto spesso, infatti, gli interminabili elenchi di impegni programmati per il giorno successivo rischiano di soppiantare i traguardi raggiunti nel corso della giornata. Tenere traccia di questi successi, piccoli o grandi che siano, è un grande aiuto per mantenere alta la motivazione e l’autostima.

Infine, per chi si sente più a suo agio a esprimersi creativamente attraverso opere di fantasia, è possibile scrivere storie e racconti, ambientati in un contesto reale, realistico o totalmente inventato, in cui è possibile viaggiare con l’immaginazione ed esplorare luoghi, tempi e situazioni che, altrimenti, sarebbe impensabile poter vivere di persona. […]”.

In conclusione

Scrivere non è solo un esercizio di stile ma uno strumento di resa e liberazione. Un modo per elaborare quel che avviene, per avvicinarci agli altri, per sentirci efficaci.

Per me è fonte di appagamento anche, e nel tempo diventa sempre più fondamentale condividere con gli altri quello che scrivo e che penso. Al fine di confrontarmi ma anche per avere voce nel mondo, in una società in cui la voce si rischia di perderla.

La scrittura ci salva e, se è vero che non ci si salva da soli, la scrittura forse ci salva proprio perché forma espressiva che, in alcuni casi, se lo vogliamo, può arrivare a tutti. Ma allora mi sorge un dubbio: abbiamo bisogno anche del parere degli altri per essere felici?

Questa domanda, forse, sarà oggetto del mio prossimo articolo.

Se hai idee o commenti da lasciare, ti aspetto volentieri qui sotto.

Foto di Monfocus da Pixabay

Per approfondire:

Scrittura terapeutica e scrittura creativa: sono così diverse?

La scrittura che cura, Mazzeo (psicoterapeuta): «Efficace contro ansie, fobie e pressione alta»

“The written disclosure paradigm”: il paradigma della scrittura libera

Scrivere fa bene: il potere curativo della scrittura

Il potere della scrittura

Laura Ressa

Copertina: Foto di Monfocus da Pixabay

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Narratrice | Operatrice per le politiche attive del lavoro | Esperta in Psicologia del lavoro e Digital Marketing 🌻 Frasivolanti