
Lucia Pulpo è autrice e voce appassionata di una comunità che vive e crea fuori dagli stereotipi: l’associazione Dis-education.
Il 26 maggio 2025 abbiamo parlato con lei del suo ultimo lavoro intitolato “L’accolita dei vivi. Reportage letterario su Dis-Education”, un libro che mescola racconto e realtà, esperienza personale, narrazione collettiva, voglia di condivisione.
Parla della vita e della capacità di trasformarla, anche nel dolore. Ma è anche un invito a uscire dai ruoli imposti, dai luoghi comuni, dalle stanze buie del proprio isolamento.
Questa intervista è stata realizzata in collaborazione con Radio 32 – La Radio che Ascolta, che ringrazio.
Ringrazio Lucia Pulpo e gli amici della redazione di Radio32: Martina Pasquali, Daniele Lauri, Sasha Iizuka ed Edgardo Reali.

Ecco come si racconta Lucia nel suo sito web:
“Facile ironizzare dal Nessuno di Omero al Fu Mattia Pascal, le risposte alla domanda esistenziale per eccellenza potrebbero essere tante, diverse e, perfino, originali… Chi sono lo dedurrete dalle mie parole, o dalle immagini che le accompagnano, dagli argomenti scelti o dalla sensazione che vi ispirerà l’insieme delle “cose”.
In queste pagine troverete i sospiri della mia anima in versi, le mie osservazioni sulla realtà sotto forma di articoli (magari quelli pubblicati sui giornali con cui ho collaborato e collaboro tuttora), le mie riflessioni ironiche nei post dal Pianeta Follia, ed alcune citazioni dei libri che mi intrigano allargando l’orizzonte alla mia vista.
La raccolta di versi “Casa nell’acqua” alcune poesie della quale sono state segnalate sul sito di “Nuoviargomenti.it 2014”, il romanzo “Il senso del non luogo” e le riflessioni de “Eserciziario per uno spirito libero” inoltre gli interventi al “Convegno di studi su Simone Veil tra Europa ed emancipazione femminile” (ottobre 2017) e alcune interviste fatte per la presentazione (di cui sono stata moderatrice) per “Capa tosta” (novembre 2016)e “Le tre resurrezioni di Sisifo re” (Marzo 2017), “Dopo tanta nebbia”, “Come nel ventre di una madre” (Gennaio 2020).
[…]
Io sono Lucia, e la mia voce è flebile, per questo scrivo, per essere partecipe di questo mondo che vuole costringere le mie idee a restare sole e zitte. […]” (https://www.pulpo.it/chi-sono/ )
Di seguito alcuni cenni su “L’accolita dei vivi”:
“Un reportage letterario sul vissuto di un gruppo variegato, persone con disabilità e non, alle prese con la quotidianità, una testimonianza al di là dei luoghi comuni. L’unico personaggio inventato è Laura, la protagonista che alla morte della madre, lascia la Sardegna alla volta di Taranto dove dovrebbe vivere il padre divenuto disabile che la ragazza ha intravisto fra i membri di una associazione “di categoria”. Laura nasconde nella sua “normalità” un disagio, questo la spinge a cercare di cambiare vita.
Personaggi e vicende sono liberamente tratti dalla realtà associativa di Dis-Education a cui è devoluto l’intero guadagno delle vendite del libro.
La storia è un pretesto per mostrare “noi Dis-educati” all’opera nella quotidianità con l’energia, l’entusiasmo e la leggerezza che ci aiutano ad andare avanti. Un messaggio per quanti si lasciano andare chiudendosi nell’angolo buio della propria stanza. Uscite!
Oggi, si parla tanto di disabilità e integrazione, viverle è altro.”
La mia prima intervista in collaborazione con gli amici di Radio 32 è stata un bel confronto con un’attivista dell’Associazione Dis-Education il cui libro ha rappresentato una delle chiavi di lettura per entrare nella sua storia, comprendere in cosa consiste il suo impegno, recepire i messaggi di un attivismo che punta a migliorare la condizione di tutti. Perché solo divenendo tutti partecipi e vivendo una vita piena e attiva, riusciamo a non lasciare mai in ombra i nostri diritti, qualunque sia la nostra condizione.
Qui il sito web di Lucia Pulpo: https://www.pulpo.it/
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
Qui un piccolo estratto dell’intervista in cui si pone l’attenzione su quanto abbia ancora valore custodire una voce “flebile” perché le cose più importanti si possono raccontare, rivendicare e rimarcare anche senza urlare, senza imporre forzatamente il proprio pensiero ma cercando invece un dialogo sereno e non per questo debole.
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista
