Per ricordare e celebrare il centenario della nascita di Franco Basaglia, A.C.C.O. (Associazione Culturale Cogoleto Otto), con il sostegno del Comune di Cogoleto e la partecipazione di enti del territorio, ha dato vita alla Rassegna intitolata EFFEBICENTO, inaugurata il 18 ottobre 2024 a Cogoleto e che il 25 settembre 2024 alle ore 18.00 è stata presentata ufficialmente in diretta streaming sui canali Frasivolanti.

Sono onorata di aver potuto ospitare il racconto di un progetto che trova le sue radici in persone dall’animo profondamente appassionato, persone unite dalla voglia di promuovere realmente il recupero della memoria (e non solo di quella). Grazie a Maurizio Gugliotta, Presidente di A.C.C.O., per la fiducia, per il suo impegno costante in progetti che offrano cultura, valore e calore umano alla collettività e, non ultimo, per la sua delicata e straordinaria presenza nella mia vita.

Di seguito la presentazione del progetto.
“Cent’anni fa nasceva un uomo innovatore che con un’intrepida determinazione volle cambiare il destino dei più vulnerabili tra noi. In occasione del centenario di Franco Basaglia, celebriamo il coraggio e la visione di un pioniere della psichiatria. La celebrazione di un uomo che ha infranto le barriere dell’ignoranza e della discriminazione.

La rassegna denominata Effebicento offrirà una panoramica ricca e variegata della sua eredità, attraverso letture sceniche, conferenze, presentazione di libri, spettacoli teatrali, musica e mostre. Gli eventi esploreranno temi cruciali come le esperienze manicomiale, le fragilità umane, l’evoluzione della psichiatria e l’importanza dei diritti umani. Sarà un’occasione per riflettere sul passato, comprendere il presente e immaginare un futuro più inclusivo e rispettoso della dignità di ogni persona.”

Ringrazio molto le persone che hanno partecipato alla diretta di presentazione della Rassegna e che, a vario titolo, sono coinvolte nel progetto:
Maurizio Gugliotta – Presidente Associazione Culturale Cogoleto Otto,
Paolo Bruzzone – Sindaco di Cogoleto,
Pino Scarrone – Confraternita San Lorenzo Martire Cogoleto,
Daniela Pittaluga – Associazione Fornace Bianchi,
Patrizia Fonda – Fondazione Gigi Ghirotti Genova ETS,
Giovanna Rossi e Roberta Antonello – Associazione Prato ODV,
Daniela Malagamba,
Giacomo Doni,
Giada Carraro

Tutti i dettagli, il programma completo della rassegna e i nomi dei protagonisti, sono disponibili al link ufficiale: https://www.associazioneacco.it/effebi100/

Ed ecco di seguito la presentazione del 25 settembre: una splendida occasione per comprendere insieme gli obiettivi di questo progetto corale.


Il video della presentazione (link)

Il podcast (Spreaker)


Frasivolanti a Cogoleto per l’incontro della rassegna intitolato “Le declinazioni dell’umana fragilità”

Ho provato anch’io a chiedere qualcosa all’intelligenza artificiale. Nutro fiducia in questo strumento, come in tutti gli strumenti che possiamo adoperare noi umani e che, del resto, come in questo caso, sono stati creati da noi, a nostra immagine e somiglianza, a nostro uso e consumo. Nutro fiducia, purché la fiducia nello strumento sia accompagnata dall’intelligenza umana nel suo utilizzo.

Il 29 novembre 2024 sono stata chiamata a parlare di fragilità umana e a raccontare perché ho scelto di raccogliere testimonianze che sono state definite di “umano sentire” (una definizione che mi piace moltissimo).

Forse essere fragili, in effetti, vuol dire proprio sentire. Non meglio degli altri, non più degli altri, perché per molti – io credo – sia proprio diventato inutile il sentire, quasi come se confessarsi e scoprirsi “deboli” o emotivamente esposti a tutto sia un aspetto del sè da affogare, da tenere a bada, da negare, da incanalare in direzioni utilitaristiche e scopi certi.
Poi, certo, tutti sono bravi a “sentire” per finta, a comando o quando serve. Ma questo non è un vero sentire e appare del tutto evidente la sua inconsistenza.

Ho chiesto quindi all’intelligenza artificiale cosa fosse, secondo lei, la fragilità umana. Ho interrogato il sistema anche per chiedere quale fosse, a suo parere, il nesso esistente tra fragilità e salute mentale.

Mi ha risposto così:
“La fragilità umana è la consapevolezza dei propri limiti, delle vulnerabilità fisiche, emotive e psicologiche. Rappresenta l’essenza della condizione umana, evidenziando la nostra natura imperfetta e interdipendente. È nella fragilità che si trovano autenticità e apertura verso il cambiamento, spesso motore di empatia e connessione con gli altri. Dal mio punto di vista, la fragilità è un ponte verso la crescita, poiché riconoscendo le debolezze si creano le basi per il superamento delle difficoltà e per un senso più profondo di umanità condivisa.

Un’immagine che rappresenta bene il nesso tra fragilità e salute mentale potrebbe essere quella di un albero con rami spezzati ma ancora in piedi, con nuovi germogli che emergono. Questo simbolo mostra come, nonostante le difficoltà e le ferite (fragilità), esista la possibilità di resilienza e rinascita. L’albero incarna la forza interiore e il continuo processo di crescita, anche di fronte alla vulnerabilità. Questo sottolinea il messaggio che la fragilità non è solo un limite, ma una parte fondamentale del percorso verso il benessere.”

Poi ho chiesto all’IA anche di fornirmi l’immagine simbolica a cui si riferiva (la foto qui sotto). E ha aggiunto:
“L’immagine rappresenta il nesso tra fragilità e salute mentale: un albero con rami spezzati ma ancora in piedi, da cui emergono nuovi germogli. Questo evoca speranza, nonostante la vulnerabilità.”

L’IA offre risposte immediate, che potrebbero senz’altro essere castronerie o una semplice accozzaglia di luoghi comuni raccattati. Sta sempre a noi decidere cosa farne e interpretare. Ma qual è la vera differenza tra le risposte fornite da un sistema creato da noi e il nostro umano sentire? E cosa pensiamo quando ci sentiamo fragili o sappiamo di poterlo diventare?

Ora vorrei porre la stessa domanda a chi legge questo post, sperando di coinvolgere tutti in questo esperimento.

Cos’è la fragilità?
Attendo le risposte nei commenti oppure, se si preferisce restare anonimi, è possibile rispondere compilando questo breve form: https://forms.gle/umH6NoCaGd42ss6y9

Voglio ringraziare pubblicamente Maurizio Gugliotta, Presidente di Associazione Culturale Cogoleto Otto e organizzatore della rassegna Effebicento dedicata al centenario della nascita di Franco Basaglia.
Il tema della fragilità è così cruciale, così vicino, così profondo da meritare tutta la nostra attenzione.

Penso, senza falsa modestia, di non essere all’altezza di questo invito ma sento anche – e credo sia la cosa più bella in fondo – di potermi unire agli amici di Cogoleto in un abbraccio genuino che finalmente è reale, tangibile e non più solo virtuale.

La fragilità è anche sentirsi piccoli senza che questo sminuisca quello che possiamo donare agli altri. Penso che non sentirsi all’altezza sia giusto e sia sano, in una certa misura, perché ci tiene saldi, con i piedi per terra, con lo sguardo aperto di chi sa che deve apprendere ancora tanto e che il percorso di consapevolezza non può mai dirsi concluso finché siamo vivi.  

Lascio qui sotto la locandina della conferenza svoltasi il 29 novembre a Cogoleto.
Di seguito anche la descrizione dell’incontro sulle fragilità.

“Continua la rassegna Effebicento organizzata ACCO con il sostegno del Comune di Cogoleto e la partecipazione di ASSOCIAZIONE PRATOZANINO 2.0, ASL 3 SISTEMA SANITARIO REGIONE LIGURIA, ODV PRATO, PARROCCHIA SANTA MARIA MAGGIORE COGOLETO, CONFRATERNITA SAN LORENZO COGOLETO, FONDAZIONE GIGI GHIROTTI ETS, ASSOCIAZIONE FORNACE BIANCHI, I.M.F.I. ISTITUTO PER LE MATERIE E LE FORME INCONSAPEVOLI, QUARTO PIANETA.

Una conferenza sulle fragilità che ci accompagnano per tutta la vita, nessuno ne è indenne.
Fragilità fisica, emotiva, psichica, intellettiva, sociale, eccetera.
Ciascuno di noi potrebbe icontrare nel corso della propria vita queste “lesioni” del corpo o dell’anima ed è bene parlarne perché possono arrivare all’improvviso, sorprenderci nei momenti più impensati e sovrastarci.

A parlarcene…

Patrizia Fonda:
volontaria nella Fondazione Gigi Ghirotti Genova da 16 anni. Consigliere da 12. Responsabile dei volontari. La mia formazione è estranea alla sanità: ragioniera. Lavoro: 40 anni di contabilità, bilanci, responsabile amministrativo.

Laura Ressa:
Web writer con il cuore nella penna e Digital Marketing Specialist si occupa della gestione del blog frasivolanti e di interviste inerenti la salute mentale.

Claudio Tosi:
Attivo nel volontariato dal 1989, prima con bambini in difficoltà (1989-1999) e poi con anziani (1999-2010), ha iniziato una nuova fase di attivismo LGBTQIA+ a partire dal Genova Pride 2009. Dal 2011 è membro del Consiglio Direttivo di Arcigay Genova,  ha pubblicato lavori di storia dell’arte genovese, in particolare sul Barocco e il suo potere comunicativo; ha catalogato archivi personali ed è quindi passato alla elaborazione di dati di massa (database) fino ad arrivare ai Sistemi Informativi Territoriali, prima in aziende private, oggi per il Comune di Genova. Segretario nazionale di Arcigay.

Un pensiero speciale dedicato il Pittore Gino Grimaldi di Simona Garbarino:
pedagogista, attrice, formatrice teatrale, specializzata presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari in scrittura autobiografica e raccolta biografica, scrittura immaginale, consulente per la promozione della letteratura autobiografica, formatrice presso il Corso di specializzazione “Morphosis-Mnemon”, 2° livello, della LUA.”

Occasioni come la Rassegna Effebicento ci riconnettono al vero senso dell’associazionismo. Sono tante le realtà belle e le persone belle, ne parlavo proprio con Maurizio Gugliotta durante i giorni passati a Cogoleto. Forse la verità è che le cose belle non fanno rumore quanto quelle brutte e quanto quelle fintamente belle che fanno parlare di sé solo perché blasonate o perché hanno dietro altri interessi. Ma questo a noi poco deve importare.
Devo dire grazie alle persone che ho incontrato, tra le vie di Cogoleto e durante la serata sulle fragilità, ❤️ sono stata felice di questo viaggio inaspettato!
Come ha detto Patrizia Fonda nel suo intervento “l’unica cosa certa della nostra vita è che prima o poi avrà una fine”.
Dunque, anche se tutti noi siamo puntini insignificanti in questo universo, perché non sforzarci di cercare davvero un senso nelle nostre vite?

Le foto scattate e quel che resta di un 29 novembre a Cogoleto

Il 29 novembre 2024, grazie a Maurizio Gugliotta, Presidente A.C.C.O., ho avuto l’opportunità di intervenire come relatrice di fronte a un pubblico, attento e partecipe, durante l’incontro della rassegna Effebicento intitolato “Le declinazioni dell’umana fragilità”. Mai tema fu più azzeccato di questo e più nelle mie corde! Perché la fragilità è sempre stata una costante nella mia vita e perché di fragilità e umano sentire mi piace dialogare con le persone, cercando nelle loro storie quel senso che dà vita a tutto, quelle fragilità che ci spingono ad alimentare quello che di buono possiamo lasciare al mondo.
Nel raccontare i due giorni passati in Liguria (il primo a Cogoleto e il secondo a Genova) parto dal girasole ritratto nelle immagini qui sotto e dalle fasi di vita che il fiore ha vissuto insieme a me. Dal giorno in cui Maurizio me lo ha donato, fino alle mie perlustrazioni in quel di Genova, al viaggio in autobus e poi a casa mia a Bari.
Dal suo aspetto rigoglioso iniziale, il girasole nel corso delle ore, e per mancanza di acqua, stava lentamente assumendo una posizione dimessa, accasciandosi inesorabilmente. Ho osservato la sua posizione durante il viaggio, pensando che ormai fosse già morto. Tornata a casa, ho eliminato le foglie che aveva attorno, liberando il fiore dal filo che lo legava e dalla carta che lo avvolgeva. Lo stavo per buttare ma, guardandolo meglio, ho immaginato che forse avrebbe potuto riprendersi.
In effetti è bastata una bottiglietta d’acqua e il girasole ha rialzato la testa nel giro di poche ore. Seppur con qualche petalo mal ridotto e un destino scritto, questo fiore ha comunicato, ha fatto sapere di essere ancora vivo. Adesso è qui con me, sul tavolo. Non so quanto vivrà ma lo osservo e mi ricorda che la vita ha valore e che dovremmo coglierne il senso.

Galleria fotografica e titoli di coda

Cogoleto e Genova, 29 e 30 novembre 2024.
Ecco altri scatti nella galleria qui sotto.

La storia dei luoghi è come la storia delle persone: non puoi mai conoscerla davvero fino in fondo, ti limiti a cogliere ciò che riesci dalla tua prospettiva, a osservare ciò verso cui il tuo occhio – tra mille distrazioni – si dirige.
E infatti in due giorni è impossibile cogliere tante prospettive, si colgono quelle che riusciamo, quelle verso le quali siamo più inclini.

La Rassegna Effebicento è riuscita ad offrire una panoramica di visioni e storie. Anche se non conosceremo mai ogni singola storia così nel profondo come forse vorremmo, è vero però che le storie ci danno anche il privilegio di prenderne un pezzetto e poterlo portare sempre via con noi.

In questa esperienza ho avuto accanto artisti e professionisti con un grande bagaglio di storie, studi, esperienze da narrare. Ritrovarmi immersa nelle loro parole mi ha fatto sentire il loro abbraccio sincero. Quello che hanno raccontato lo porterò con me e cercherò di farne buon uso.

Prima dell’incontro, ho lanciato sui social una sorta di sondaggio in cui invitavo le persone a raccontare, anche in forma anonima, cosa rappresentasse per loro la fragilità umana.
Una risposta molto bella è stata:
“Fragilità è delicatezza, esigenza di essere trattati con cura, con rispetto.
Credo che tutti vorrebbero, e certamente dovrebbero essere trattati così.
Quindi forse siamo tutti fragili, magari senza saperlo o soltanto sotto certi punti di vista.”

Parlare di fragilità non è semplice.
Sono partita quindi dalla definizione del dizionario Treccani.
Per fragilità si intende “Qualità, condizione di ciò che è fragile, in senso proprio e figurato.”

Qualità o condizione dunque? Solitamente la società dei consumi, della fretta, della performance e del capitalismo ci porta
a pensare che la fragilità sia una condizione di debolezza. Ritenerla, invece, una vera e propria qualità a mio avviso non è
sbagliato, soprattutto quando per qualità non intendiamo qualcosa di cui vantarsi ma piuttosto qualcosa da comprendere,
una parte di noi che ci rende vulnerabili ma non solo alle evenienze negative.

Il tema della fragilità umana è stato uno dei più centrali e affascinanti in letteratura, esplorato sotto varie lenti e declinazioni. La fragilità è al centro del pensiero di studiosi, filosofi, psicologi.
Tutto questo si lega anche agli studi sulla mente umana. Nel mio caso il discorso sulla fragilità riconduce alla ricerca di testimonianze che parlano di vite umane all’interno dei contesti sanitari, all’interno del disagio e della cura.
Testimonianze che ho raccolto con passione all’interno del mio contenitore Frasivolanti.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno accettato di lasciarmi la propria testimonianza sul tema del disagio mentale e della tutela della salute mentale. È da loro che parte la narrazione, è dalla loro voglia di fornire la propria voce che possiamo cercare di capire come diffondere certe storie nella maniera più delicata e socialmente utile possibile.

Ecco i loro nomi, in ordine cronologico dall’intervista più recente:
Matteo Maria Bonani
Stella Goulart
Lauretta Guidetto
Franco Perazza
Giovanna Del Giudice
Natale Calderaro
Maurizio Sciarra
Luigi D’Elia
Guendalina Middei
Michela Mancini
Erika Rossi
Gabriele Catania
Daniele Piccione
Stefano Redaelli
Claudio Ascoli
Roberto Boccalon
Angela Pianca e Cinzia Quintiliani
Dario Stefano Dell’Aquila
Luca Negrogno
Alice Ceppatelli e Alessandro Massi
Antonio Esposito
Manuela Crisanti
Bruno Galati
Maurizio Gugliotta
Novella Limite
Guillermo Giampietro
Peppe Dell’Acqua
Livia Lepetit
Enrico Marchi
Marco Rovelli
Giacomo Doni

Laura Ressa

Copertina: frammento della locandina ufficiale della Rassegna Effebicento, cordialmente concessa da Maurizio Gugliotta

[Questo articolo è stato scritto e completato nel corso del tempo, lungo i vari mesi che hanno preceduto e seguito la rassegna Effebicento]

Scritto da:

Laura Ressa

Classe 1986 🌻 Narratrice | Operatrice per le politiche attive del lavoro | Esperta in Psicologia del lavoro e Digital Marketing 🌻 Frasivolanti