
Quanta lotta c’è dietro ad alcune storie del mondo? Quanta passione si dispiega in chi le vive e ne raccoglie le testimonianze?
A che serve fare ricerca e divulgazione per raccontare queste storie? In alcuni casi può servire a conoscere e diffondere i fatti per non arrendersi al comune senso di indifferenza e di resa. Serve poi anche a ricordarci che esistono responsabilità che dobbiamo assumerci e luoghi del mondo di cui prenderci cura. Serve a conoscere la storia che i libri non raccontano e serve inoltre a scandagliare le vite nascoste, i misteri mai svelati, le verità che stentiamo a decifrare.
E poi? A che altro serve la narrazione documentaristica? Fin dove ci si può spingere nell’indagine? Come accostarsi all’ascolto delle testimonianze e come renderle accessibili e fruibili ad un pubblico?
In che modo e perché tutto questo oggi trova espressione naturale e diffusa nella modalità del podcasting?
Prima di questa intervista avevo provato a formulare alcuni interrogativi chiave, ma molti altri sono venuti a galla durante la diretta streaming del 9 ottobre 2024.
Chi è il protagonista dell’intervista? Per presentarlo, prendo in prestito le parole della sua biografia.
“Andrea Pistorio è autore e produttore radiofonico presso la redazione podcast e lo sport di RAI Radio1. Ha lavorato con diverse testate, tra cui Radio2, Radio24, l’European Broadcast Union, The Messineser e ituoigelatinipreferiti.
Il suo primo audio documentario “Lago – veleni e resistenza” dedicato alla storia della nascita del Lago Bullicante del Pigneto e a tutta la lotta di quel quartiere contro la speculazione edilizia e, più indietro nella storia, contro lo sfruttamento e il fascismo, è stato pubblicato da Raiplay sound a maggio 2024.”
Consiglio di ascoltare il podcast realizzato da Andrea Pistorio e dedicato alla Viscosa di Roma e al Lago Bullicante ExSnia, disponibile a questo link: https://www.raiplaysound.it/programmi/lago-velenieresistenza
Di seguito la descrizione del podcast:
“C’è un luogo a Roma dove la natura si è vendicata del cemento, un luogo di resistenza dove gli elementi naturali e umani non solo coesistono, ma combattono insieme in un’alleanza multi specie. Lo chiamano “il lago che combatte”: uno specchio d’acqua nascosto nel quadrante est della città, tra il traffico della Prenestina e le mura dell’ex fabbrica Snia Viscosa. Sulle rovine di un passato industriale tossico e di un abuso edilizio sono nati un parco naturale e un centro sociale gestito dagli abitanti della zona. Un luogo che, dopo esser stato difeso dalla speculazione e dall’incuria grazie al lavoro dei cittadini, è diventato, nel 2020, Monumento Naturale. Nonostante questo, c’è ancora molto da fare e il rischio di nuove speculazioni è sempre in agguato. Lago – veleni e resistenza è un podcast originale di RAI Radio1 scritto e diretto da Andrea Pistorio, sound design e montaggio a cura di Andrea Davide Leone. In redazione Graziana Vella. Con le voci di Claudio Vigolo, Lidia Cordella, Alessandra Mammoliti, Gianandrea Nadiani, Michela Mancini, Emiliano Errico e Clelia Moccia. Un grazie particolare al Forum Territoriale Parco delle Energie e ai suoi membri che con le loro testimonianze hanno reso possibile questo documentario. In particolar modo grazie a Niso Tomolillo, Ella Baffoni, Daniela Festa, Lorenzo Romito. La canzone “Il lago che combatte” è degli Assalti Frontali e del Muro del Canto. La fotografia in copertina è stata realizzata da Pierre Kattar.”

Una storia di acqua e resistenza, di natura e di persone che la abitano. Andrea ha dedicato il suo podcast alla storia del Lago Bullicante ExSnia, un lago nato potremmo dire per “errore” mentre nei primi anni novanta al Pigneto a Roma si stavano compiendo gli scavi per la realizzazione del parcheggio di un grande centro commerciale.
Potremmo parlare di una natura che si ribella all’uomo? Sono tante le interpretazioni che possiamo provare a dare a questa acqua che sgorga.
Potremmo chiederci anche cosa accade nei luoghi in cui l’acqua scarseggia e che rapporto abbiamo tutti noi con questo elemento naturale. Questo lavoro di ricerca è stato la molla e il pretesto giusto per parlare anche di altro, per far sgorgare altri temi con la stessa naturalezza con cui quell’acqua al Pigneto si è fatta strada in un luogo in cui “ci devi andare apposta per scoprirlo, non ci passi per caso”.
Qui la storia: https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_ex_SNIA_-_Viscosa
Questo il sito dedicato al lago Bullicante: https://lagoexsnia.wordpress.com/
Lo spazio per le domande e i commenti resta sempre aperto. Di seguito l’intervista a Andrea Pistorio; ci vediamo più giù per alcune considerazioni finali.
Il video dell’intervista (link)
Il podcast (Spreaker)
In questa intervista Andrea Pistorio ci ha fatto entrare nel processo di ricerca e ascolto necessario per realizzare un prodotto divulgativo che racconti una storia e che cerchi di farlo nella maniera più rispettosa possibile del contesto, dei luoghi, delle persone che ne sono protagoniste.
Il confronto con Andrea è stato un momento per me di profondo scambio in cui lui è stato capace di donare con spontaneità una parte di sé che non attiene solo agli aspetti della sua professione ma anche agli elementi della sua storia personale. Sappiamo bene che storia professionale e storia personale sono strettamente connesse e che le nostre vite sono il risultato di tutto quello che ci accade, di tutto ciò che scegliamo, che proviamo e che facciamo.
Per chi, come Andrea, è abituato a intervistare gli altri, a lavorare in prevalenza sui suoni e sui contenuti audio, certamente rappresenta una bella prova porsi dal lato dell’intervistato e metterci anche la faccia.
Ed è per questo che ringrazio Andrea non solo per tutti i racconti e per averci fatto esplorare il suo lavoro attraverso una storia di lotta e natura, ma anche per averci condotto nei meandri del suo percorso personale attraverso uno scambio continuo di percezioni, rimandi, ricordi che, come si può notare, ci ha fatto perdere anche un po’ la cognizione del tempo.
Ed è anche sulla percezione del tempo che Andrea ed io ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Ecco, forse la mia percezione che il tempo non esista è un po’ patologica, ma Andrea ha incanalato questa percezione ribadendo che in effetti siamo sempre più portati a correre, ad andare veloce, a pensare che mangiarsi il tempo e contrarlo il più possibile sia la nostra principale prerogativa per non “perdere tempo”. Ma penso che il “perdere tempo” stia piuttosto nella pratica di contrarlo senza goderselo e quindi… godiamoci il tempo anche rallentando qualche volta, anche parlando per più ore con una persona o più persone, anche – come in questo caso – fornendo in pasto al web una lunga intervista che certamente non tutti ascolteranno ma che, in compenso, saprà toccare le corde di chi sceglierà di mettersi lì ad ascoltare (volendo, anche a più riprese).
Grazie, Andrea!
Laura Ressa
Copertina: locandina creata con Canva in occasione dell’intervista
